War games nel cuore della Sicilia, mentre in Medio Oriente la guerra vera non è affatto un gioco. Le immagini che negli ultimi giorni hanno iniziato a circolare sui social mostrano due elicotteri della US Navy atterrati su un pianoro innevato nel Parco delle Madonie, uno dei territori naturalistici più protetti dell’isola.

Le fotografie sono state pubblicate inizialmente sui canali social ufficiali della Marina statunitense e poi rilanciate da alcuni profili locali. Nelle immagini si vedono chiaramente i due velivoli militari posati sulla neve, con sullo sfondo le creste montuose del Parco. Un’operazione che ha immediatamente sollevato interrogativi tra amministratori locali e associazioni ambientaliste.

Secondo le prime ricostruzioni, gli elicotteri sarebbero atterrati nell’area di Piano Catarineci, una zona classificata come Zona A del Parco delle Madonie, cioè il livello massimo di tutela ambientale previsto dal regolamento dell’ente. Si tratta inoltre di un sito inserito nella Rete Natura 2000, il sistema europeo di aree naturali protette, dove qualsiasi attività potenzialmente impattante – a maggior ragione operazioni militari – richiede autorizzazioni e procedure di valutazione ambientale molto rigorose.

Ed è proprio su questo punto che si concentrano i dubbi delle amministrazioni locali. Al momento, infatti, non è chiaro se l’atterraggio dei velivoli sia stato autorizzato dalle autorità competenti e se siano state effettuate le verifiche ambientali previste dalla normativa.

Per questo motivo i sindaci dei comuni delle Madonie hanno deciso di scrivere al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al prefetto di Palermo Massimo Mariani, chiedendo formalmente chiarimenti sull’episodio. Nella lettera gli amministratori locali domandano se l’operazione fosse stata preventivamente autorizzata e quali enti abbiano eventualmente rilasciato i permessi per l’utilizzo di un’area protetta da parte di velivoli militari stranieri.

Il caso è arrivato anche all’Assemblea regionale siciliana, dove la deputata del Partito Democratico Valentina Chinnici ha presentato un’interrogazione urgente al governo regionale per fare luce sull’accaduto. L’obiettivo è capire se la Regione fosse informata dell’operazione e quale sia stato il ruolo degli enti di gestione del parco.

Secondo alcune ricostruzioni, i velivoli potrebbero provenire dalla base di Sigonella, in provincia di Catania, uno dei principali hub militari statunitensi nel Mediterraneo. Proprio da Sigonella, dall’inizio dell’escalation militare tra Stati Uniti e Iran, si alzano in volo droni e aerei spia utilizzati per missioni di sorveglianza e tracciamento nel quadrante mediorientale.

La presenza di mezzi militari americani nello spazio aereo siciliano non è certo una novità. La Sicilia rappresenta da decenni uno snodo strategico nelle operazioni Nato nel Mediterraneo. Tuttavia l’utilizzo di aree naturali protette per esercitazioni o manovre operative continua a sollevare interrogativi, soprattutto quando manca una comunicazione preventiva con i territori interessati.

Non sarebbe nemmeno la prima volta che la Sicilia diventa scenario di war games militari. Nel 2013, nel pieno della crisi libica e delle operazioni internazionali contro il regime di Muammar Gheddafi, elicotteri della US Navy furono protagonisti di simulazioni di raid tra Corleone e Contessa Entellina, nelle campagne dell’entroterra palermitano. Anche in quel caso le immagini dei velivoli militari in volo radente sulle colline siciliane suscitarono polemiche e richieste di chiarimenti.

Oggi la scena si ripete, ma con un elemento in più: il contesto internazionale segnato dalle tensioni militari in Medio Oriente. E così l’atterraggio di due elicotteri militari su un pianoro innevato delle Madonie diventa qualcosa di più di una semplice esercitazione. Diventa un episodio che riapre il dibattito sul ruolo della Sicilia nelle strategie militari del Mediterraneo e sul rapporto tra sicurezza internazionale, sovranità territoriale e tutela dell’ambiente.

Nel frattempo i sindaci attendono risposte. Perché in un parco naturale dove perfino le attività turistiche sono rigidamente regolamentate, la presenza improvvisa di velivoli militari stranieri non può passare inosservata. E soprattutto richiede una spiegazione chiara.

 

Sull’episodio interviene anche il deputato regionale della Lega, Vincenzo Figuccia: “In merito all’atterraggio di due elicotteri americani nel Parco delle Madonie, ribadisco il pieno sostegno alle strategie militari di difesa del nostro Paese e agli accordi internazionali assunti dall’Italia nell’ambito della Nato. Tuttavia, ritengo inopportuno che i sindaci dei territori interessati non siano stati preventivamente informati. Le Madonie rappresentano un’area di grande pregio naturalistico e meritano particolare attenzione e rispetto”.

“Per questo chiediamo chiarezza sulle autorizzazioni e sulle modalità con cui è stata disposta questa attività, affinché in futuro vi sia un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità interessate”, conclude il deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana.