Non si gioca con le leggi. E’ questa la sostanza dell’intervento del coordinamento di Grande Sicilia dopo l’emendamento fake approvato all’Ars. Proposto da Ismaele La Vardera e inserito in un articolo per il quale c’era l’accordo fra maggioranza e opposizioni, l’emendamento è al momento inapplicabile.
La Vardera ha voluto sottolineare che il sistema non funziona e nessuno controlla ma ha fatto infuriare tutti compresa l’opposizione.
Trattato come un gioco
“Grande Sicilia ha letto l’emendamento che in questi giorni è stato presentato come una provocazione. E, come sempre accade a chi amministra e governa quotidianamente, ne ha compreso immediatamente il contenuto e il valore. Non perché dotato di particolari doti interpretative, ma perché Grande Sicilia non è un partito che cavalca l’emotività del momento o le fluttuazioni del consenso. È una comunità politica fatta di amministratori che, ogni giorno, coordinano uffici, servizi, funzioni e territori. Per questo, mentre qualcuno scopriva solo dopo cosa aveva scritto, noi riconoscevamo subito una norma che parla a realtà concrete: strutture di coordinamento, integrazione amministrativa, ambiti territoriali intersettoriali che esistono e funzionano. Il vero paradosso non è l’emendamento. Il paradosso è che sia stato trattato come un gioco. Perché giocare con le istituzioni può essere divertente per qualche titolo, ma non per i siciliani, che hanno visto risorse pubbliche raccontate come uno scherzo, quando invece rispondono a bisogni reali di territori che amministrano sul serio”.
Difendere queste risorse
“Grande Sicilia non si stupisce: chi non ha mai avuto responsabilità di governo, neppure nella gestione più elementare, può non riconoscere il valore di ciò che descrive. Ma le norme, per fortuna, valgono più delle intenzioni di chi le scrive. Per questo annunciamo fin da ora che difenderemo in Aula questa disposizione e le risorse ad essa collegate. Non per principio ideologico, ma perché sono indispensabili per rafforzare attività di coordinamento amministrativo oggi operative ma sottofinanziate. Abrogarla ora significherebbe fare sul serio l’unica cosa che era nata per gioco. E questo sì, sarebbe un errore. Grande Sicilia continuerà a fare ciò che sa fare: leggere le norme, capirle e usarle per governare. Il resto lo lasciamo alle provocazioni” si legge nella nota dei componenti del coordinamento regionale di Grande Sicilia.
Fabio Mancuso: “Non è una supercazzola”
Per il presidente dell’Unione de Comuni Val Simeto- etna, Fabio Mancuso che è anche deputato ed esponente MpA ” ho letto la norma e l’ho capita subito. Laddove qualcuno ha visto una formula astratta o paradossale, io ho letto testualmente di “ambiti”, di “coordinamento”, di “territoriale”, di “intersettoriale”, di strutture “istituite nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo”. Parole che, per chi amministra, non sono suggestioni, ma lavoro quotidiano: costruire ambiti comuni, coordinare funzioni diverse, organizzare servizi su base territoriale. È una realtà concreta, formalizzata, operativa”.
L’Unione dei comuni si riconosce nella norma e rivendica quei soldi
“In una sola parola: Unione dei Comuni. L’esperienza insegna che la politica non si improvvisa e non nasce dalle provocazioni. Nasce dalla pratica amministrativa, dallo studio delle carte, dal rispetto delle istituzioni. Il primo vero banco di prova, per chi vuole occuparsene, è spesso il ruolo di consigliere comunale. Un passaggio fondamentale, se svolto con serietà, perché insegna a studiare le carte, a comprendere il peso delle parole e a rispettare la complessità dell’azione pubblica. Quando questo percorso manca, può capitare di scrivere norme senza riconoscerne il contenuto, salvo poi scoprire che quel contenuto coincide con ciò che altri amministrano quotidianamente. Non per errore, ma per distanza dalla pratica istituzionale”.
“Ringrazio quindi l’on. Ismaele La Vardera per aver, forse senza volerlo, riportato al centro del dibattito pubblico una forma di governo del territorio che esiste, funziona e lavora in silenzio, e invito l’on. Luigi Sunseri a ritirare l’emendamento di abrogazione presentato, in quanto penalizzerebbe fortemente le attività delle unioni dei comuni. Come Presidente dell’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna, annuncio che presenteremo formale istanza per l’accesso alle risorse previste dalla norma, finalizzata al potenziamento delle attività di coordinamento amministrativo ricadenti negli ambiti individuati, oggi operative ma strutturalmente sottodimensionate sul piano delle risorse economiche, nonostante il ruolo essenziale che svolgono per il funzionamento dei servizi territoriali. Il territorio ne ha bisogno e l’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna é pronta. Qualora qualcuno avesse ancora dubbi, sono disponibile a consegnare la relazione tecnico-giuridica dettagliata che dimostra la piena coerenza tra la norma e l’attività che l’Unione svolge quotidianamente. Non per polemica, ma per rispetto delle istituzioni, che non si prendono in giro. E non amano essere usate come provocazioni”.
La Vardera: “Quando vedono soldi non capiscono più niente”
La Vardera replica irridente “Mi fa ridere come questi vecchi volponi della politica, appena vedono delle somme che possono utilizzare sono capaci di inventarsi di tutto. Direi quasi che Mancuso sembra il nuovo Messia etneo capace di trasformare le norme inapplicabili in applicabili. Vorrei ricordargli che sia l’assessore Dagnino che gli Enti locali hanno confermato che è una supercazzola. Capisco che per chi milita dentro Mpa quei soldi siano come la marmellata per i bambini ma Mancuso non abbia picchi glicemici, perché avrebbe dovuto inventarsi qualcosa entro il 31 dicembre 2025 per poterli utilizzare” dice il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.






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