L’emergenza rifiuti a Palermo per il momento è rimandata. Non si interromperà la raccolta in strada come si temeva potesse accadere già da stasera. A scongiurare il disastro annunciato l’intervento del prefetto di Palermo Antonella De Miro che ha convocato tutte le partii interessate e alla fine ha quasi imposto una soluzione mediana, un compromesso che da un po’ di tempo a tutti.

Da dirimere c’era il contenzioso fra la Rap e le discariche della Sicilia orientale che per ben quattro volto hanno respinto i rifiuti che venivano da palermo perché non correttamente differenziati e con presenza di materiale umido in quantità superiore rispetto ai limiti imposti dalla legge per lo smaltimento in discarica

per arginare il problema da domattina i controlli sulla qualità dei rifiuti si faranno direttamente a Bellolampo alla presenza di tutti quindi Arpa, Rap, tecnici e legali delle discariche di destinazione e Polizia provinciale. Una volta accertata la regolarità, partiranno i carichi per le discariche che a quel punto non potranno più  respingerli. Se frazioni di rifiuti non risultassero regolari si potrà procedere subito ad ulteriore trattamento sempre a Bellolampo prima di farli partire.

In questo modo si eviteranno viaggi a vuoto anche se i tempi di lavorazione e spedizione potrebbero allungarsi e questo rappresenta un problema visto che nel piazzale della discarica di Palermo giacciono già 30 mila tonnellate di rifiuti in attesa. ma dall’altro lato questo impedisce che si debba fermare la raccolta come paventato in casa Rap.

Nel contempo il prefetto ha sollecitato alla Regione una accelerazione per la realizzazione della settima vasca ed ha chiesto a Rap di effettuare le manutenzioni necessarie al TMB per migliorare in uscita la qualità del rifiuto.

Non una soluzione, dunque, ma un modo per tamponare il problema ed evitare l’emergenza sanitaria visto che solo l’apertura della settima vasca permetterà di uscire da questa impasse.

“La riunione di oggi – ha commentato il sindaco Orlando – conferma che siamo in presenza di un clima e di una organizzazione di operatori privati del settore – alcuni dei quali sotto indagine anche per gravi reati – che continuano a trarre profitti parassitari dalla mancanza di impiantistica regionale pubblica, così come conferma il verificarsi di atteggiamenti che appaiono ostili se non di ostacolo alla gestione pubblica RAP dei rifiuti. Su tali atteggiamenti ho chiesto e chiedo un intervento della Regione e della Magistratura, già da tempo interessata”.

Di fatto il primo cittadino di Palermo non intende rasserenare il clima “L’emergenza rifiuti è il frutto di un sistema perverso e speculativo privato che si somma alla mancanza di una rete di impianti pubblici, che ha finito per far carico sulla discarica di Bellolampo, unico impianto pubblico di proprietà comunale nella Regione siciliana. Ho chiesto che il Dipartimento regionale eserciti ogni attività di competenza affinché i gestori privati non tengano comportamenti incompatibili con il regime autorizzatorio regionale degli stessi impianti privati e per una accelerazione delle procedure per la realizzazione della VII vasca di competenza della Regione”.