Un attentatore solo che ha agito indisturbato. Prima ha scavalcato la recinzione poi, con calma ha cosparso i mezzi di liquido infiammabile uno per uno. Lo ha fatto con calma e senza fretta, senza curarsi di essere ripreso dalle videocamere di sicurezza. Solo dopo aver completato l’opera ha appiccato le fiamme ed è andato via precipitosamente, più per evitare il fuoco che non per fretta di fuggire dal luogo dell’attentato.
La ricostruzione della notte di fuoco
Passa attraverso le immagini delle videocamere di sicurezza la ricostruzione della notte di fuoco a San Lorenzo. Le fiamme sono divampate intorno alle 2,20.
Danni ingenti, tutto distrutto o quasi

foto di Marco Szokoll
I danni sono ingenti. Completamente distrutti 11 mezzi oltre alla struttura. Si tratta di 9 auto e 2 furgoni ma sono stati danneggiati irreparabilmente anche gli altri mezzi che si trovavano a fianco, sotto la medesima pensilina. Nei confronti dell’azienda il primo “avvertimento” risale al 21 marzo quando furono sparati colpi di kalashnikov contro il medesimo deposito. Il 27 maggio venne distrutto col fuoco il nuovo showroom di Villagrazia di Carini inaugurato da 20 giorni, oggi le fiamme tornano a San Lorenzo.
Quel che inquieta è il ritorno sullo stesso luogo del primo delitto. L’attentatore non si è fatto scrupoli di colpire il medesimo deposito, cosa che mostra un senso di impunità fortissimo, la convinzione di riuscire a farla franca e di poter governare il territorio con la forza dell’intimidazione e con il fuoco.
Tommaso Dragotto, non sappiamo qual è l’obiettivo
Non cambia atteggiamento il titolare dell’azienda neanche dopo questi danni: “Non ho nulla da commentare su quanto successo questa notte se non che si tratta di delinquenti”. È quanto afferma Tommaso Dragotto presidente di Sicily By Car dopo la quarta intimidazione subita negli ultimi mesi. “Non sappiamo quale sarebbe il loro obiettivo – aggiunge Dragotto – se lo sapessi l’avrei già detto”.






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