Aggressione ai piccoli frequentatori dell’asilo nido Girasole, in via Perpignano a Palermo. Per la seconda volta in una manciata di giorni, ignoti si sono introdotti nella struttura forzando una delle porte antipanico, riuscendo a sottrarre non solo piccoli elettrodomestici, ma anche scorte di pannolini e altro materiale didattico e igienico essenziale per la cura dei trentatré bambini ospitati. Il nido è rimasto chiuso nella giornata odierna per consentire i rilievi della polizia e una necessaria sanificazione degli ambienti, costringendo i genitori a un rientro forzato a casa con i propri figli.

La responsabile del Comune, Francesca Mazzola, ha espresso profonda amarezza definendo l’episodio vergognoso e sottolineando come tali gesti finiscano per derubare il futuro stesso dei bambini. Solo pochi giorni fa l’asilo aveva subito un primo tentativo di furto, che si era risolto con ammanchi minimi. In quell’occasione, la comunità aveva sperato si trattasse di un caso isolato, ma l’irruzione della scorsa notte ha confermato una realtà ben più amara. Sebbene l’inventario sia ancora in fase di completamento, il bottino di questo secondo assalto appare decisamente più cospicuo rispetto al precedente, aggravando il danno economico e morale subito dalla struttura.

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero scavalcato il cancello esterno prima di forzare l’ingresso. La mancanza di un impianto di videosorveglianza interno ha facilitato l’azione dei ladri, sebbene l’amministrazione comunale stia lavorando per accelerare le procedure di gara necessarie all’acquisto e all’installazione di nuovi sistemi di sicurezza. Nonostante l’assenza di telecamere nell’edificio, gli investigatori hanno acquisito i filmati degli impianti privati presenti nella zona, sperando che possano aver ripreso il passaggio dei colpevoli o il mezzo utilizzato per trasportare la refurtiva.

Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica, che ha repertato diverse tracce lasciate dagli autori del furto, tra cui cicche di sigarette e bottiglie di plastica. Questi elementi sono ora al vaglio degli inquirenti per tentare di identificare i responsabili. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno rassicurato i funzionari comunali promettendo un incremento dei pattugliamenti nell’area di via Perpignano per prevenire ulteriori episodi. Resta lo sconforto per la violazione di un luogo considerato sacro per l’educazione e la crescita, un presidio sociale che oggi si ritrova a fare i conti con l’inciviltà di chi non risparmia nemmeno i servizi dedicati all’infanzia.