Le storie delle vittime nel palermitano

Giornata della Memoria in prefettura, medaglie d’onore a quattro deportati nei lager (FOTO E VIDEO)

Giornata della memoria oggi in Prefettura nella sede di Villa Whitaker per ricordare la Shoah. Nel corso della manifestazione sono state consegnate le medaglie d’onore conferite con decreto del Presidente della Repubblica alla memoria dei militari Emanuele Cannizzaro, Giuseppe Realmuto, Giuseppe Siragusa e Gabriele Toralbo deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943.

Poi vi sono stati  contributi di riflessione di giovani studenti palermitani sul tema “Le leggi razziali e l’indifferenza” degli istituti Aristide Gabelli, Giovanni XXIII-Piazzi, liceo classico Garibaldi, liceo scientifico Benedetto Croce e il liceo linguistico Danilo Dolci.

Alla manifestazione hanno preso parte il prefetto di Palermo Antonella De Miro e i vertici delle forze dell’ordine.

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Ecco le storie dei premiati

Emanuele Cannizzaro

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militare deportato dopo l’8 settembre 1943

MEDAGLIA D’ONORE

Nato a Petralia Sottana (PA) il 28 maggio 1914 e deceduto a Castelbuono il 12 febbraio 1994.

Quinto di otto fratelli, abbandonati gli studi dopo la licenza elementare per lavorare nella falegnameria del padre, li riprende a 14 anni e dopo essersi diplomato all’Istituto Magistrale di Petralia Sottana, consegue la maturità classica da esterno, in cinque mesi, a Palermo.

Nel giugno del 1940 si laurea in lettere classiche e nel mese di luglio 1941 viene richiamato alle armi ed inviato a Vipiteno, da lì aggregato al Distretto Militare di Trento.

Fatto prigioniero dai Tedeschi il 9 settembre 1943, dopo un estenuante terribile viaggio in treno, provato dalla fame, fu deportato in Germania a Furstenberg sull’Oder, presso il campo di concentramento tristemente famoso Stalag III B”ove con la temperatura sotto lo zero ci fecero stare inquadrati per un’ora con addosso solo brandelli della camicia della nostra divisa: non avevamo altro, perché non ci avevano permesso di portare niente con noi”. Trasferito poi a Sorau e a Cottbus, fu inviato al lavoro in un campo per la costruzione di strade e scarico di materiali.

Il 2 marzo 1945, con l’approssimarsi delle truppe sovietiche, venne trasferito a Brema per lavorare in una fabbrica di aeroplani, quindi adibito a costruire trincee sotto la minaccia delle armi dei militari tedeschi e sotto i continui bombardamenti degli alleati che si avvicinavano.

Liberato dagli Inglesi il 25 aprile 1945, rientrò in Italia il 17 giugno dello stesso anno.

Dopo un ricovero nell’ospedale di Trento, fece ritorno a casa viaggiando in treno fino a Cefalù, poi con mezzi di fortuna fino a Geraci Siculo e quindi a piedi, già affetto da una malattia cardiaca contratta in Germania, che gli avrebbe causato in tarda età una grave invalidità.

Fu maestro elementare, poi professore presso la Scuola Media e l’Istituto Magistrale di Petralia Sottana e di Catania. Sposatosi con la Sig.ra Giovanna, dalla quale ebbe un figlio, Gioacchino, superato il concorso, è stato il primo a ricoprire l’incarico di Preside presso la Scuola Media di Castelbuono.

Gabriele Toralbo

Nato a Palermo il 22 agosto 1917 e deceduto il 6 novembre 1988. Giovane operaio del Cantiere Navale di Palermo e coniugato con la Sig.ra Rosa Aiello dalla quale ha avuto 3 figli, fu chiamato alle armi il 14 marzo 1940 e dopo aver prestato giuramento presso il 1° Reggimento Artiglieria D’Armata di Vigevano, venne inviato con l’incarico di infermiere sul fronte occidentale, al confine francese. Rientrato a Vigevano, il 2 febbraio 1941 venne trasferito per le operazioni di guerra sul fronte slavo e quello greco. Il 25 aprile 1941 imbarcatosi per Durazzo, raggiunse con le truppe d’occupazione l’isola di Creta ove rimase fino al 10 settembre 1943 quando venne fatto prigioniero dai Tedeschi. Dopo quasi due anni di prigionia in territorio greco, il 10 febbraio 1945 venne deportato in Austria e tradotto in un campo di internamento a Kraiburg da dove riuscì a fuggire dopo cinque mesi. Presentatosi al Distretto militare di Roma, venne rimpatriato il 4 giugno 1945.

Ritornato a Palermo, dopo aver lavorato per un breve periodo presso i Cantieri Navali, ha svolto la professione di infermiere, attività lavorativa alla quale era stato formato al fronte durante la guerra.

Giuseppe Siragusa

Nato a Prizzi il 21 settembre 1920 e deceduto il 5 gennaio 2002 Giovane agricoltore appena ventenne, chiamato alle armi nel marzo del 1940, venne assegnato al 64° Reggimento Fanteria e inviato prima nella città di Ivrea e successivamente in Francia. Rientrato a Ivrea il 20 settembre 1940 dopo un mese fu trasferito a Durazzo, in Albania e l’8 marzo 1941 in Grecia nella città di Calamatta ove rimase fino all’indomani dell’8 settembre 1943, dopo l’annuncio dell’ufficialità dell’armistizio di Cassibile, quando fu fatto prigioniero dai Tedeschi. Deportato in Germania presso il campo di prigionia STALAG III nella città di Berlino, venne impiegato in vari lavori destinati ai prigionieri di guerra, provato dalla fame e dando pochissime notizie di sé ai familiari soprattutto nell’ultimo anno di prigionia. Al termine della guerra fu liberato dalle truppe sovietiche e rimpatriato a novembre del 1945 presso il Comando Gruppo prigionieri-reduci di Verona fino al 17 novembre 1945 data in cui venne congedato.

Rientrato nel paese natale, il Sig. Siragusa riprese a coltivare la terra e sposò la Sig.ra Maria Calta dalla quale ebbe due figlie.

Giuseppe Realmuto

Nato a Baucina 1′ 1/01/1919 e deceduto il 29 luglio 1988. Chiamato a vent’anni alle armi, il giovane agricoltore Guseppe Realmuto, sesto di sette fratelli, venne assegnato al II Reggimento Autoreparto nella città di Udine. Trattenuto alle armi e inviato in Jugoslavia nel 1943, 1*11 settembre dello stesso anno fu fatto prigioniero dai Tedeschi nella città di Spalato e trasferito in Germania presso il campo di concentramento denominato STALAG VI D dove rimase fino al 1° agosto 1945.

Rientrato in patria il 28 agosto e ritornato nel paese natale, sposò la Sig. Pasqua, oggi ancora in vita alla veneranda età di 92 anni.

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