Gli spari e le intimidazioni allo Zen. Tra gli obiettivi oltre alla chiesa di San Filippo Neri anche le abitazioni degli stranieri che vivono nel quartiere tra i casermoni.
Oltre a colpire l’azione del parroco padre Giovanni Giannalia, c’è anche il tentativo di imporre il controllo del territorio attraverso il racket delle case popolari.
Le indagini della polizia di Stato si stanno muovendo in un contesto di forte omertà. I residenti, protetti dall’anonimato per timore di ritorsioni, descrivono una quotidianità segnata da esplosioni d’arma da fuoco che si susseguono quasi ogni giorno. La notte di Capodanno ha segnato un punto di non ritorno: i proiettili, indirizzati deliberatamente verso le finestre delle abitazioni, hanno ferito diverse persone. Tra le vittime figurano una donna di 34 anni di origini cingalesi, tornata dalla Svizzera per le festività, e alcuni componenti di famiglie nigeriane e indiane residenti in via Rocky Marciano.
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la tracotanza dei nuovi esponenti della criminalità locale. Molti dei raid sono stati immortalati in video pubblicati in diretta sui social network, dove giovani imbracciano armi senza alcun timore di essere identificati. Tra i volti noti agli inquirenti comparirebbe quello di un giovane, già coinvolto in passati fatti di cronaca nera. La polizia scientifica sta analizzando i reperti balistici trovati nella parrocchia e in strada per trovare conferme balistiche ai sospetti investigativi.
Le istituzioni hanno risposto compattandosi attorno alla comunità colpita. L’arcivescovo Corrado Lorefice, esprimendo solidarietà a padre Giannalia, ha annunciato la celebrazione della messa dell’Epifania proprio nella chiesa di San Filippo Neri come segnale di resistenza contro chi tenta di intimidire l’opera di riscatto sociale del quartiere. All’iniziativa parteciperà anche Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale antimafia, sottolineando l’importanza di una risposta corale dello Stato.
Tuttavia, non mancano le voci critiche sulla gestione della sicurezza nell’area. Il consigliere comunale Ottavio Zacco ha evidenziato il rischio che le manifestazioni di legalità si trasformino in “eventi spot”, lasciando il parroco e gli operatori sociali esposti in prima linea senza una protezione reale e costante. La questione Zen è ora prioritaria nell’agenda del prefetto Massimo Mariani, che ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza per affrontare non solo le intimidazioni religiose e razziali, ma anche le recenti aggressioni armate subite dal personale dell’Amat.






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