Nelle prime 48 ore durante l’incendio delle cataste di plastica nell’impianto di trattamento dei rifiuti Ecorek a Campofelice di Roccella, i livelli di diossina era 7 volte il limite consentito.
Lo ha comunicato il sindaco Giuseppe Di Maggio dopo l’incontro che si è svolto in Comune a cui hanno preso parte un rappresentante della prefettura, i tecnici dell’Arpa, dell’Asp, dell’assessorato alla sanità, dei vigili del fuoco e della protezione civile. L’impianto ha bruciato per quattro giorni.
“Lo ha comunicato l’Arpa – ha detto il sindaco – illustrando i primi risultati ottenuti dai campionamenti realizzati nella zona di contrada Pistavecchia dove sorge l’impianto. Il centro abitato oggi può essere indenne dal rischio diossina anche se l’Arpa prosegue nei suoi campionamenti nell’aria e anche del suolo. L’ordinanza che impone le imposte chiuse nelle case resta in vigore sono nella zona di contrada Pistavecchia in attesa dei nuovi dati che ci saranno forniti nei prossimi giorni. L’Arpa comunque proseguirà il controllo anche nel centro abitato. Resta il consiglio di pulire bene la frutta e gli ortaggi e sbucciare la frutta prima di mangiarla”.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per accertare le cause del rogo nell’impianto di riciclo dei rifiuti.






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