Protesta questa mattina degli studenti dell’istituto superiore Ugo Mursia di Carini che hanno manifestato davanti al plesso scolastico. Gli alunni hanno deciso di rompere il silenzio e raccontare la drammatica quotidianità che sono costretti a vivere tra le mura scolastiche.
“La situazione che è diventata insostenibile sotto ogni punto di vista, a partire dalle condizioni igienico-sanitarie e strutturali. A scuola ci sono i topi, e questa non è un’esagerazione, è la realtà quotidiana con cui conviviamo – dicono gli studenti – A questo si aggiunge un grave problema di sovraffollamento: per far entrare tutti gli iscritti, nella sede dello Scientifico sono stati sacrificati i laboratori e la palestra per ricavarne aule per le classi. Ci hanno privato del diritto alla praticità dello studio e allo sport perché la scuola non riesce fisicamente a contenerci. Come se non bastasse, nella succursale sono stati revocati i permessi speciali per gli studenti pendolari, creando enormi disagi logistici a chi viaggia ogni giorno”.
Oltre ai problemi strutturali, gli studenti denunciano fortissime restrizioni sulla socialità e sui bisogni primari durante le ore di lezione.
“Siamo costretti a vivere la scuola superiore come se fossimo alle elementari, o peggio, chiusi in gabbia per sei ore consecutive. Ci hanno tolto l’unico intervallo di venti minuti che potevamo trascorrere all’aria aperta nel cortile della sede centrale e negli spazi esterni delle succursali. Al suo posto, hanno introdotto due pause da dieci minuti da spendere obbligatoriamente all’interno della classe, senza alcuna possibilità di muoverci o di prendere una boccata d’aria.
“Cerchiamo un confronto civile da anni – aggiungono gli studenti – ma non veniamo ascoltati e non veniamo trattati come esseri umani. Quando protestiamo in modo educato riceviamo solo minacce. Ci siamo sentiti dire frasi come: “Tanto non decidete voi, è inutile che protestate, decide il preside. Questa non è gestione scolastica. Già dall’anno scorso la situazione era degradata con l’abolizione delle uscite anticipate in assenza dei professori; veniamo costretti a passare ore e ore fermi nei banchi, senza fare lezione, sorvegliati dai collaboratori scolastici. Non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di un preside che sappia relazionarsi con gli adolescenti, che capisca le nostre esigenze e a cui stia davvero a cuore il benessere psicofisico degli studenti.
La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita, di democrazia e di formazione, non un posto in cui sentirsi privati della propria dignità e dei propri diritti. Chiediamo che le istituzioni e la comunità locale ci ascoltino: la nostra protesta è pacifica, ma la nostra determinazione non si fermerà finché non otterremo il rispetto che meritiamo”.
Il sindaco di Carini Rosa Covello ha incontrato questa mattina gli studenti e il preside. “Ho avanzato al preside le richieste degli studenti al preside, ma per quanto riguarda la ricreazione al momento non ci sono margini visto che la decisione è stata presa dal vertice scolastico per motivi di sicurezza e responsabilità – dice il sindaco – per le condizioni igienico sanitarie io per quanto di competenza del Comune farò il possibile per migliorare la vita degli studenti chiedendo anche l’intervento della Città Metrolitana”. Intervento già richiesto dall’ex sindaco di Carini Giovì Monteleone che adesso è consigliere provinciale.
Abbiamo chiesto la replica al preside dello scientifico che attendiamo nelle prossime ore.






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