Palermo

Ksm licenzia 405 guardie giurate, l’azienda: “Gare pubbliche aggiudicate sotto costo”

‘Le gare per i servizi di guardiania vengono aggiudicate da enti pubblici e parapubblici sotto il livell di costo. Basti guardare la gara per l’aeroporto di Catania o per il tribunale di Siracusa’. E’ la denuncia della Ksm, azienda leader siciliana nel settore della vigilanza che replica alle notizie diffuse dai sindacati nell’annunciare i 405 esuberi.

“L’azienda, una delle più importanti realtà a livello regionale e facente parte di un gruppo leader a livello nazionale nel settore della Sicurezza, con oltre 7.000 collaboratori, dichiara la sua intenzione a non proseguire i servizi che non garantiscano margini idonei a mantenere e tutelare i diritti di tutti i lavoratori della società – scrive in una nota Ksm -. L’azienda, come conseguenza di questa incresciosa situazione, ha aperto un tavolo di collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali, al fine di limitare, per quanto possibile, i disagi e i sacrifici per i propri collaboratori derivanti dalla mobilità, e ripristinare le normali condizioni di mercato e di legalità, in un settore che in questi anni ha sofferto di una deregulation e di una guerra dei prezzi insostenibile. La procedura di mobilità scelta è quella che al momento garantisce la maggiore tutela ai lavoratori”.

La denuncia è chiara “Per fare qualche esempio nel caso recente dell’Aeroporto di Catania l’offerta più bassa si è aggiudicata intorno ai 13 euro l’ora e lo stesso è accaduto per il Tribunale di Siracusa. Si pensi che le tabelle del costo orario del Ministero del Lavoro per il settore della sicurezza specificano che la tariffa è di 19,55 euro l’ora.

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“Dopo l’abolizione delle tariffe minime di legalità e la sostanziale liberalizzazione del mercato – spiega Luciano Basile, Amministratore Delegato della Ksm, – si è assistito ad una deregulation e a una spasmodica ricerca del minor costo da parte di committenze private e pubbliche, con livelli di aggiudicazione dei servizi a valori ben inferiori anche rispetto a quelli minimi del costo del lavoro fissati dai contratti vigenti. Il perdurare di questa situazione porta a dovere operare una doppia scelta: da un lato quella, dolorosa, di porre le condizioni per potere continuare ad assicurare i livelli occupazionali e la qualità del servizio che aziende serie devono e vogliono garantire, rinunciando di conseguenza a quei servizi che non assicurino quantomeno il minimo di margine per rispettare i diritti dei collaboratori; dall’altro, di esprimere il proprio fermo impegno, al fianco di Istituzioni, Sindacati, Organi di vigilanza e Controllo, per combattere questo dilagante malcostume che sta generando un mercato senza regole certe, a totale discapito dei lavoratori”.

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