“Il quadro della giustizia amministrativa è molto preoccupante, il quadro normativo assolutamente confusionario con l’amministrazione che non sa come regolarsi: vedete il caso dei disabili che recentemente è venuto agli onori della cronaca; nessuno è responsabile per quanto succede. E’ così perché il quadro normativo è completamente opaco, c’è un continuo accavallarsi di norme si cambiano registro ogni sei mesi e poi c’è un problema di assenza di controlli interni nelle norme”.

L’ha detto Calogero Ferlisi, presidente del Tar Sicilia, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017.

“In Italia – ha aggiunto – abbiamo cancellato i controlli. Il Comune di Palermo sulla base della stessa legge fa una cosa, il Comune di Catania un’altra, Agrigento e Trapani un’altra ancora. Gli enti locali non hanno punti di riferimento, la legalità non è un valore che interessa l’amministrazione, lo Stato. La legalità non interessa a nessuno. Se il cittadino non gli sta bene va dall’avvocato lo paga e si fa difendere”.

“Sono tantissimi i ricorsi che stanno impegnando il Tar di Palermo relativi all’assistenza scolastica o personale agli alunni minori disabili. Non si capisce perché in Sicilia e in specie a Palermo c’è questo contenzioso enorme che costa milioni di euro allo Stato, alle casse pubbliche – ha aggiunto Ferlisi –

Da anni assistiamo a questo contenzioso Perché i ricorsi vengono sempre persi dall’amministrazione pubblica e il Tar dà ragione ai genitori che hanno i figli disabili. Non si capisce perché oramai si è creato un sistema: rivolgiti all’avvocato. Il Tar condanna e quello che costava uno prima del ricorso costa cinque dopo il ricorso. Soldi che paga sempre la collettività. A me non sembra sensato questo sistema”.

“Nel corso del 2016 il TAR Sicilia, sede di Palermo, ha svolto un notevole lavoro sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo e ha ridotto le pendenze arretrate, risolvendo le più svariate problematiche, cercando sempre di conciliare le istanze di tutela provenienti dagli amministratori con l’efficienza e il buon andamento della pubblica amministrazione”.

E’ quanto si legge nella relazione del presidente del Tar Sicilia Calogero Ferlisi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017. “Circa l’andamento del numero dei ricorsi pendenti dal 2012 al 2016 – ha continuato -, esso appare palesemente decrescente, tanto da potersi rilevare nell’intero quinquennio un decremento di circa un terzo delle pendenze complessive.

Il complesso dei ricorsi sopravvenuti nel solo 2016 è di 3.563, e tale dato pare essere tutto sommato nella media collocabile tra i 2.497 ricorsi del 2012 e i 3.966 del 2015. Il tasso di produttività del Tar Sicilia Palermo si è mantenuto, nell’anno ora trascorso, ben elevato, sebbene da ultimo il plesso abbia visto assottigliarsi ancora la propria provvista di magistrati, personale e mezzi. Sono stati definiti 4.936 procedimenti a fronte di 3.563 ricorsi sopravvenuti, con un abbattimento dell’arretrato di 1.400 ricorsi. Così, a fronte di 11.388 ricorsi pendenti all’1 gennaio 2016, se ne contano al 31 dicembre 2016 solamente 9.988”.