Quindici giovani di Capaci (Pa) tra i 20 e i 30 anni sono stati denunciati per rissa aggravata. Alla fine dello scorso febbraio in via Giovanni Falcone, nel centro di Capaci, era scoppiata una violenta lite tra un gruppo di giovani dopo gli apprezzamenti ritenuti pesanti rivolti alla giovanissima fidanzata di uno dei ragazzi coinvolti nei tafferugli.

Grazie ai sistemi di videosorveglianza e i racconti dei testimoni i carabinieri della compagnia di Carini sono riusciti a identificare tutti i giovani che hanno preso parte alla colluttazione. Il più grave dei contusi ha ricevuto una prognosi di sette giorni.

Sempre a Capaci dodici ragazzi sono stati multati per aver scattato e pubblicato una foto su Instagram che li ritraeva senza mascherina. Polemiche a Capaci per la sanzione da 400 euro ciascuno elevata dal comando della polizia municipale alle famiglie di un gruppo di adolescenti.

A sollevare il caso una delle madri che questa mattina si è vista recapitare dai vigili la notifica del verbale. “I nostri figli – spiega la donna – hanno sbagliato a farsi quella foto senza dispositivi di protezione e così ravvicinati ma sarebbe stato meglio ‘tirargli le orecchie’ e spiegargli, come avremmo fatto noi, il perché dell’errore. Invece sindaco si è vantato sui social del fatto quando lui e i suoi assessori, come si vede da alcun post pubblici su Facebook, sono stati i primi a sbagliare e scattarsi foto in violazione delle disposizioni anti Covid. Eppure dovrebbero essere i primi a dare l’esempio”

I fatti risalgono a metà dello scorso marzo. “I nostri figli – prosegue la mamma – per colpa di questa pandemia sono stati privati di tutto. Si erano visti in piazza della Repubblica e si sono scattati una foto con le mascherine abbassate. In quei giorni era stata fatta la pulizia della piazza che qualcun altro (ma non loro), la sera stessa, aveva puntualmente sporcato”. Secondo la donna i due episodi sarebbero in qualche modo collegati e per questo ha scritto una Pec al Comando dei vigili allegando alcune foto chiedendo di avviare le indagini: “Siamo convinti che abbiano voluto farla pagare a qualcuno. Quindi è arrivata una segnalazione ai vigili che hanno avviato le indagini e tramite Instagram hanno identificato i nostri figli e li hanno multati, ma solo dopo averli convocati insieme alle famiglie e ‘interrogati’ senza alcuna tutela”.

Il sindaco Pietro Puccio non si giustifica e anzi contrattacca: “Non posso che fare i complimenti ai nostri vigili, ai quali non è demandato il compito di fare attività pedagogica. Mi sembra una polemica pretestuosa. E’ singolare che invece di prendere provvedimenti ed esercitare la propria potestà genitoriale – spiega  – queste persone si lamentino dell’accaduto. Ciascuno di loro può presentare ricorso”.

Sulle foto pubblicate dallo stesso sindaco e da alcuni assessori su Facebook per pubblicizzare iniziative di vario genere Puccio preferisce non commentare: “Mi sembra una polemica infantile. Le immagini vanno contestualizzate e spesso gli spazi appaiono compressi, quindi non è possibile stabilire le distanza”.