Per evitare di emanare una interdittiva antimafia la prefettura di Palermo, al termine di una lunga fase di indagine legata alle polemiche degli ultimi mesi, ha emesso, nei confronti della Società Immobiliare Italo Belga che gestisce la spiaggia di Mondello, una procedura di “prevenzione collaborativa”. Si tratta di un percorso che durerà un anno e tende ad espellere dal circuito produttivo le infiltrazioni che sarebbero avvenute.
Le infiltrazioni
La prefettura individua il rischio indiziario additando, oltre la GM Immobiliare con la quale la Italo Belga ha già chiuso i suoi rapporti, ben 21 persone che sono transitate, a vario titolo nella società. Questi nomi, elencato nel documento di 12 pagine firmato dal prefetto Mariani, vengono indicati insieme ai loro rapporti familiari con esponenti di Cosa Nostra e da qui il rischio indiziario di infiltrazione.
Il provvedimento
Valutati tutti i rischi derivanti dai 21 nomi ma valutato anche che i ruoli ricoperti non sono mai stati di primaria importanza, la prefettura sceglie la strada della prevenzione collaborativa una misura antimafia introdotta di recente che permette alle imprese con infiltrazioni mafiose di proseguire l’attività ma sotto un più stretto controllo in collaborazione fra l’amministrazione della stesa società e le istituzioni. Di fatto il procedimento prevede che l’azienda continui ad operare, adottando modelli organizzativi specifici e concordati con la prefettura e collaborando con le istituzioni per rimuovere le cause e “bonificare” l’azienda. Il percorso serve a salvaguardare l’economia locale e accompagnare l’azienda in una fase di rientro nella legalità.
Gli obblighi della società
Per questo la Società Immobiliare Italo Bela “è sottoposta, per un periodo di dodici mesi” al provvedimento di prevenzione e dovrà “adottare e attuare misure organizzative …. attese a rimuovere e prevenire le cause di agevolazione occasionale (deve espellere i soggetti pericolosi ed impedire che l’infiltrazione possa tornare a verificarsi ndr); comunicare alla prefettura entro 15 giorni dal loro compimento, gli atti di acquisto o pagamento, i pagamenti ricevuti, gli incarichi professionali conferiti, gli atti di amministrazione e gestione fiduciaria superiori a 20mila euro; eventuali forme di finanziamento da parte di soci o di soggetti terzi, i contratti di associazione e partecipazione stipulati; indicare il conto corrente dedicato per tutti questi atti”.
La nomina di tre esperti per affiancare la società
Di fatto, dunque, la società continuerà ad operare ma con l’obbligo di dare tempestiva comunicazione alla prefettura di ogni atto rilevante. E per gestire questa fase nomina tre esperti iscritti all’Albo degli Amministratori giudiziari che affiancheranno la società co n almeno 10 riunioni al mese con il management societario.
E’ sui 21 nomi e su quest’ultimo aspetto dei tre esperti che si concentra l’attenzione di chi, a partire da Ismaele La Vardera, parla di Commissariamento. Giuridicamente si tratta di affiancamento visto che non viene sottratto il controllo della società al suo management, ma i tre esperti, di fatto, avranno una presenza costante ed una influenza rilevante sulle scelte tale da farli indicare come commissari






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