L’articolo 100 del testo unico di Pubblica sicurezza, quello che assegna ai questori la facoltà di imporre giornate di chiusura ai locali dove avvengono risse, si concentrano le presenze dei facinorosi e così via, ha fallito il suo compito. Nato per indurre gli esercenti a tenere fuori dai proprio locali i violenti si è trasformato in uno strumento in mano proprio alle bande di strada per imporre la propria volontà. Sapendo che a fronte di una rissa il locale verrà chiuso, il branco si presenta all’ingresso, pretende di entrare senza pagare, pretende consumazioni gratis e così via e al rifiuto inscena un evento che causerà la chiusura del locale. Un vero e proprio ricatto di strada.

Modificare la legge a tutela dei commercianti

“La sicurezza urbana non si tutela penalizzando chi lavora nel rispetto delle regole” dice Francesco Saverio Romano, deputato di Noi Moderati, annunciando il deposito in Parlamento di un disegno di legge che modifica proprio l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), spesso applicato in modo automatico nei confronti degli esercenti.

Saverio Romano

Saverio Romano

I motivi che inducono a modificare la legge

“La norma, spiega Romano, viene oggi utilizzata per colpire attività economiche anche in assenza di una responsabilità diretta del gestore. Il ddl chiarisce che chiusure e sospensioni possono essere disposte solo in presenza di un nesso causale accertato, restituendo allo Stato il compito di garantire l’ordine pubblico”.

Una norma che è stata talvolta utilizzata in contesti caratterizzati da fenomeni di criminalità diffusa e degrado urbano non direttamente riconducibili alla condotta del titolare dell’esercizio o alla sua condotta nella gestione del locale.

Confronto con le categorie produttive

Nel percorso di confronto con le categorie produttive, il deputato ha raccolto le segnalazioni di Doriana Ribaudo, Presidente Provinciale di FIEPET, sulle criticità applicative della norma per i pubblici esercizi.

Doriana Ribaudo – presidente provinciale di Fiepet Confesercenti e imprenditrice

“È necessario distinguere con chiarezza, osserva Ribaudo, tra chi commette atti di violenza e chi gestisce correttamente un’attività, collaborando con le forze dell’ordine”.

“Sicurezza, legalità e libertà d’impresa, conclude Romano, non sono valori in contrasto. Colpire i violenti e tutelare le imprese sane è l’unica strada per città più sicure”.