Ha scritto a tutti, proprio a tutti per denunciate le gravi carenze degli ospedali palermitani constatate durante il ricovero del padre da gennaio a febbraio. Mancano le federe, i cuscini, lenzuola, aghi, traverse, vitto inadeguato, presidi obsoleti. E nei parcheggi ci sono i posteggiatori abusivi che chiedono 3 euro ad auto.

“Non è possibile subire e stare in silenzio. Ho toccato con mano la qualità molto bassa con la quale vengono assistiti i nostri pazienti. Ho scritto a tutti con nome e cognome. Ho mandato pec al Policlinico, a Villa Sofia, alla presidente della Regione, all’assessore regionale alla Salute a tutti i deputati dell’Ars e al prefetto. La sanità in Sicilia non funziona e non per colpa dei medici e degli infermieri che ridotti al lumicino fanno i salti mortali. Ma nei reparti mancano i presidi essenziali. Preferisco non essere citato solo per rispettare la privacy di mio padre che in questi giorni si trova in ospedale. Ma le lettere inviate le ho firmate con nome e cognome”.

Ed ecco quali sono alcune criticità che sono state denunciate nelle lettere spedite anche al presidente della Regione Renato Schifani e a tutti i deputati dell’Ars, all’assessore regionale alla Sanità e al prefetto di Palermo.

Saturazione dei posti letto e carenze logistiche

Mio padre, affetto da una patologia severa quale l’epatocarcinoma, è stato allocato in una stanza originariamente da due posti, in cui è stato inserito un terzo letto aggiunto. Tale sovraffollamento non solo compromette la dignità del paziente, ma incide direttamente sulla sicurezza delle cure. Nonostante le reiterate richieste, ad oggi non è stato ancora fornito un comodino con ruote, ausilio fondamentale per la gestione quotidiana di un malato fragile.

Clima assistenziale e gestione del personale

Si rileva con rammarico che l’incremento della capacità ricettiva non è stato accompagnato da un adeguamento dell’organico. Il personale in servizio manifesta apertamente uno stato di forte stress e frustrazione per le condizioni lavorative; tali tensioni sindacali, pur comprensibili nel merito, si riversano inconsciamente ed inevitabilmente sulla qualità dell’assistenza, percepita dai pazienti come carente e talvolta ai limiti della sopportazione. Urge adeguato investimento di Equilibrio vita-lavoro: Implementare turnazioni e risorse umane che rispettino i tempi di recupero e di assistenza, essenziali per mantenere lucidità ed empatia nel rapporto con il paziente.
Solo quando il professionista è messo in condizione di operare con serenità e dignità, l’azienda può realmente definirsi un centro di eccellenza, poiché l’umanizzazione delle cure passa necessariamente anche attraverso l’umanizzazione delle condizioni di lavoro.

Igiene e sanificazione

La sanificazione una sola volta al giorno è incompatibile con un bagno condiviso da sei pazienti, specialmente dopo l’afflusso dei visitatori. Stessa cosa vale per i reparti.
L’igiene non è un optional basato sulla cortesia, ma un pilastro dell’assistenza sanitaria. Un ospedale d’eccellenza non può permettersi tali carenze igienico-sanitarie che ledono la dignità e la sicurezza dei degenti”.

Servizio mensa e qualità del vitto

La qualità del cibo somministrato appare del tutto inadeguata per una struttura di eccellenza. Si segnala, a titolo esemplificativo, la somministrazione di pane e olio confezionato duro, palesemente non fresco e qualitativamente scadente. Il resto del cibo bisogna farselo piacere.

Alla luce di ciò, si richiede formalmente di conoscere il menù previsto dal capitolato d’appalto dell’azienda fornitrice. Ricevere chiarimenti sulla possibilità di scelta tra diverse opzioni alimentari, nel rispetto della dignità della persona.

Presidi sanitari obsoleti

È stato riscontrato che il controllo glicemico viene effettuato tramite lancette pungidito tradizionali anziché con l’uso delle più moderne (e meno invasive) penne o sensori. Nel 2026, in una struttura universitaria, tale approccio appare anacronistico e inutilmente doloroso per pazienti già provati da terapie croniche. Altri pazienti mi riferiscono carenze di farmaci e altri presidi.

Il parcheggio di Villa Sofia con i parcheggiatori abusivi e per i tifosi del Palermo

Inoltre, segnalo che la struttura consente indebitamente il parcheggio ai tifosi dello stadio, a totale discapito dei parenti dei degenti e del personale sanitario. L’area risulta presidiata da soggetti che, con toni intimidatori, pretendono il pagamento di 3 euro ad auto e non solo durante lo stadio.

Considerazioni finali

A fronte degli ingenti stanziamenti per la Sanità Siciliana (che nel 2025 hanno visto oltre 5,8 miliardi impegnati per il personale e milioni di euro per l’abbattimento delle liste d’attesa), risulta inaccettabile che si debba assistere a carenze su beni primari come comodini e presidi medici di base. Un cittadino che ha contribuito al sistema pubblico per oltre 40 anni merita un’accoglienza che non sia solo “cura”, ma “prendersi cura”.

Ancora una volta ci ritroviamo costretti a rientrare in ospedale ed è ancora una volta inevitabile notare che i disservizi verso i pazienti sono ormai costanti cronicizzate. Il cancro della società. Una volta è una casualità, due volte diventano un brutto vizio.
Chiedo ufficialmente un’ispezione congiunta tra istituzioni e cittadini presso l’ospedale Villa Sofia e tutti i nosocomi siciliani.
È inaccettabile che, ancora una volta, un cittadino che ha regolarmente versato i propri contributi debba subire maltrattamenti proprio durante un percorso di sofferenza. Non è in discussione il personale sanitario che tra le altre richiede più risorse umane, ma la vostra fallimentare gestione privata dei presidi ospedalieri che esprimono la chiara volontà di limitare gli investimenti sul benessere del paziente.