Non c’è solo il contenimento (e non l’abolizione) del voto segreto nella riforma del regolamento Ars proposta dal Presidente Gaetano Galvagno alla Commissione regolamento. C’è molto di più nell’ipotesi incardinata nella specifica commissione la scorsa settimana.
Il voto segreto
Come raccontato la scorsa settimana da BlogSicilia il voto segreto non sparirebbe del tutto anche se l’Assemblea regionale ci prova davvero ad eliminarlo ma limitatamente a specifiche condizioni in linea con il regolamento già in atto al Senato della Repubblica fin dalla Presidenza Pera dei primi anni 2000.
La proposta di Galvagno prevede l’abolizione del voto segreto ma solo durante le sessioni di bilancio. Dunque durante la discussione della Legge di Stabilità e durante la discussione dei collegati, delle manovre bis o ter, delle variazioni o degli assestamenti di bilancio.
Gli interventi e i tempi contingentati
La seconda parte della proposta, invece, riguarda gli interventi dei deputati in aula. La proposta prevede la riduzione dei tempi di discussione con interventi al massimo di 3 minuti per ciascuno deputato (attualmente i tempi sono di 5 minuti ad intervento).
Ma non è solo una questione di tempi. Gli interventi, non solo in sede di sessione di bilancio, dovranno essere legati all’esame della specifica proposta di legge in discussione e non potranno addentrarsi in temi diversi o di natura generica.
Un sistema mutuato da Strasburgo
Il sistema immaginato, pur se con tempi assegnati ben più ampi, viene, di fatto, mutuato dalle abitudini consolidate al Parlamento di Strasburgo dove gli interventi sono rapidi e mirati ed il rispetto dei tempi è fondamentale. Sforare, di fatto, è una cosa impossibile perché il microfono viene chiuso allo scadere del tempo assegnato.
Sono queste le esperienze a cui si è ispirata la proposta che intende rendere più rapidi e fluidi di lavori d’aula e soprattutto vuole che il dibattito si concentri sui fatti in discussione e sulle scelte da operare






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