Sono troppe le norme che vengono approvate dall’Ars ma che sono scritte male on essere attuabili. E non dipende dalla burla di una norma fake ma dal fatto che il lavoro svolto dal Parlamento è troppo spesso frettoloso e il danno lo paga la comunità siciliana.

E’ il pensiero del segretario generale dell’Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni dell’Isola, che interviene sulla polemica scaturita dall’approvazione della “norma fake”, la burla del deputato Ismaele La Vardera che ha inserito in un articolo concordato fra maggioranza e opposizione, un emendamento che stanzia un milione di euro a comuni inesistenti. Un emendamento che nessuno ha letto ed è passato insieme all’articolo concordato.

La polemica

La polemica in queste ore si sta concentrando fra coloro i quali plaudono all’iniziativa che sottolinea le inefficienza dell’Ars e coloro i quali considerano l’azione di La vardera come inaccettabile da parte di un deputato, a r Alano il punto non è questo.

“Io non vorrei che questa vicenda passasse come una sterile polemica tra chi pensa che la Vardera abbia fatto bene e chi pensa che abbia sbagliato. Onestamente credo che questo sia l’aspetto meno interessante della vicenda” dice Alvano.

“Il punto è che una norma del tutto senza senso è stata approvata ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e questo deve far suonare un campanello d’allarme che ci porta a fare una considerazione più ampia. Non era l’unica norma di questa matura. Ce ne sono tante altre prive di senso, scritte male, inattuabili, che hanno degli errori sostanziali, che generano effetti distorsivi”.

Il processo di approvazione delle leggi in Sicilia

“L’intero procedimento di approvazione delle leggi in Sicilia dovrebbe essere oggetto di attenzione. Tutti dobbiamo fare uno sforzo perché si ottenga maggiore trasparenza e attenzione e le norme siano scritte meglio da un punto di vista qualitativo, da un punto di vista formale e soprattutto da un punto di vista sostanziale. Solo così esse potranno produrre effetti utili”.

“Occorre maggiore attenzione e, in questo senso, sarebbe utile  che anche in Sicilia si istituisse il Consiglio delle autonomie locali, un organo di confronto che consentirebbe anche una verifica da parte di chi queste norme le deve attuare. In particolare in questo caso i Comuni e gli enti locali. Credo che ci sia da fare un serio approfondimento per arrivare a un sistema più attento rispetto agli effetti che si producono nei confronti dei cittadini attraverso le norme approvate dal Parlamento regionale”.