Il Corpo forestale della Regione siciliana si rinforza con l’ingresso di nuove leve, ma il sindacato coglie l’occasione per riaccendere i riflettori sulle criticità contrattuali e normative che da anni affliggono il comparto. Durante la giornata odierna a Palermo, 46 nuovi agenti hanno prestato giuramento, segnando un momento importante per l’organico regionale impegnato nella tutela del territorio.

Il benvenuto alle nuove reclute

L’ingresso dei 46 nuovi agenti è stato accolto con favore dai rappresentanti sindacali, che vedono in questo innesto un supporto necessario per le attività operative. «È un’ottima notizia: diamo alle colleghe e ai colleghi il benvenuto, sicuri che sapranno offrire un valido apporto», hanno dichiarato Gaspare Di Pasquale e Luca Crimi del sindacato Siad-Csa-Cisal. Tuttavia, l’entusiasmo per il potenziamento del personale è stato immediatamente accompagnato da un richiamo alla responsabilità istituzionale per risolvere i nodi burocratici ancora aperti.

Il vuoto normativo e il confronto con le altre regioni

Secondo il Siad-Csa-Cisal, la situazione siciliana presenta una “contraddizione” non più sostenibile rispetto al resto d’Italia. Mentre a livello nazionale il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito dalle altre forze dell’ordine, in Sicilia la dipendenza dall’assessorato al Territorio ha generato un vuoto normativo storico. I sindacalisti sottolineano come altre Regioni e Province autonome abbiano già provveduto a colmare tale lacuna, lasciando l’Isola in una condizione di stallo che penalizza i lavoratori.

La richiesta nel nuovo contratto

Il cuore della protesta riguarda l’equiparazione del personale. Nonostante gli agenti del Corpo forestale svolgano compiti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, non godono dello stesso status degli altri appartenenti alle forze dell’ordine. «Bisogna attualizzare la norma e firmare un contratto ad hoc in linea con quello della Polizia di Stato», spiegano Di Pasquale e Crimi. L’obiettivo dichiarato è il riconoscimento formale del Corpo come vera e propria forza di polizia regionale, unico passaggio ritenuto idoneo per garantire ai lavoratori un futuro professionale dignitoso e sereno.