I vigili del fuoco hanno recuperato ieri sera il cellulare di uno dei due operai morti nel crollo della gru in via Ruggero Marturano a Palermo.
Si trovava nascosto sulla pensilina del gommista Gammicchia dove è precipitato il cestello. Lo smartphone sarà analizzato nel corso dell’indagine.
La strada resta chiusa
La via Marturano da ieri sera è stata transennata. Si dovranno eseguire nei prossimi giorni le perizie sulla gru e il mezzo non sarà spostato fino a quando non saranno terminati tutti gli accertamenti disposti dalla procura. C’è da stabilire se il mezzo utilizzato fosse efficiente e come sia stato possibile che il braccio si sia piegato facendo precipitare i lavoratori.
A tanti ieri sul luogo della tragedia è apparso chiaro che il camion che regge la gru è parcheggiato distante rispetto alla parte di balcone dove gli operai stavano lavorando. I due uomini stavano installando un ultimo pannello sotto il balcone e poi avrebbero completato la manutenzione. I lavori erano iniziati da una quindicina di giorni e metà del lungo balcone dell’attico era stato completato.
Cosa stavano facendo gli operai
Gli operai dovevano posizionare l’ultimo pannello sotto il balcone dell’ultimo piano. Una operazione che era iniziata già da un paio di settimane. I due operai, uno di origini romene e uno tunisino, caduti giù insieme al cestello della gru, stavano lavorando a quel palazzo da 15 giorni e avevano completato metà delle operazioni di manutenzione del lungo balcone dell’attico.
Chi dovrà spiegare l’accaduto
Le indagini sono condotte dalla polizia e dai tecnici dello Spresal dell’Asp. Sono loro, coordinati dalla procura di Palermo, a dovere dare tutte le risposte necessarie per accertare le responsabilità di questi due morti sul lavoro. I due corpi sono stati portati all’istituto di medicina legale dove saranno eseguite le autopsie sui corpi degli operai gli ultimi di una lunga lista di vittime in Sicilia e in Italia.


















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