I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno accolto l’appello di Fabio Barone, figlio della vittima del dovere Biagio Barone, deceduto per un carcinoma renale causato dall’esposizione a sostanze cancerogene e tossico nocive, riconoscendo il diritto ai benefici previsti dalla legge anche in assenza del requisito del carico fiscale e condannato il Ministeri della Difesa e dell’Interno a riconoscere le provvidenze economiche spettanti agli orfani di vittime del dovere, superando una interpretazione restrittiva che per anni ha escluso numerosi familiari da tali tutele.
La vicenda giudiziaria
Barone, trapanese di 34 anni, rimasto orfano a 27, aveva chiesto il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa speciale a tutela dei familiari dei servitori dello Stato deceduti in servizio. La sua domanda era stata inizialmente respinta sul presupposto che non fosse fiscalmente a carico del padre al momento del decesso. La Corte d’Appello di Palermo ha riformato la sentenza di primo grado del Tribunale di Trapani riconoscendo che la condizione del carico fiscale non può essere utilizzata per negare diritti che la legge riconosce agli orfani in quanto tali.
Nel dispositivo, la Corte ha stabilito il diritto di Fabio Barone all’assegno vitalizio mensile di 500 euro, con decorrenza dal novembre 2019; il riconoscimento degli ulteriori benefici economici e previdenziali previsti per gli orfani di vittime del dovere; l’obbligo per il Ministero dell’Interno di aggiornare la graduatoria unica nazionale, inserendo il suo nominativo.
Il richiamo alla Cassazione: fine delle discriminazioni
La decisione della Corte d’Appello si inserisce nel solco tracciato dalla storica pronuncia delle Corte di Cassazione – Sezioni Unite del 30 dicembre 2025, che ha posto fine a un contrasto giurisprudenziale durato anni. Con quella sentenza, la Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: gli orfani delle vittime del dovere hanno diritto all’assegno vitalizio anche se economicamente autonomi e non a carico fiscale, a partire dal 1° gennaio 2008. Una interpretazione definitiva che ha eliminato una discriminazione ingiustificata e ha reso uniforme l’applicazione della legge su tutto il territorio nazionale.
“Questa sentenza rappresenta una vittoria di giustizia e di civiltà. – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, legale di Barone e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Vittime del Dovere – Per anni i Ministeri hanno opposto un muro contro gli orfani non fiscalmente a carico, negando diritti riconosciuti dalla legge. Oggi, grazie all’intervento delle Sezioni Unite e alla decisione della Corte d’Appello di Palermo, questa discriminazione viene finalmente superata. Confidiamo che il Ministro Crosetto voglia dare seguito alla decisione della Magistratura, superando definitivamente una lettura discriminatoria che ha penalizzato gli orfani di vittime del dovere e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato”.
La pronuncia apre la strada al riconoscimento dei benefici per tutti gli orfani, indipendentemente dalla loro condizione economica al momento della morte del genitore.






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