Palermo diventa un grande palco diffuso. Oggi, giovedì 3 settembre, prende il via Palermo Sound, prima edizione di un festival che fino a domenica 6 settembre prova a cambiare il modo di vivere la musica e, insieme, di attraversare la città. Non un unico spazio nel quale concentrare pubblico e artisti, ma una trama di locali, piazze, palazzi storici, giardini, musei e luoghi meno conosciuti, collegati da decine di appuntamenti. È forse proprio questa la parte più interessante dell’esperimento: Palermo Sound non chiede semplicemente di andare a un concerto, ma di muoversi dentro Palermo seguendo la musica. Il festival ufficialmente si presenta con oltre 60 artisti, quattro giorni, più di dieci location e oltre trenta eventi, tra live, listening session, talk, club night, mostre e installazioni.
Un festival che usa Palermo come palco
Il claim scelto dagli organizzatori dice molto: “Negli spazi conosciuti e in quelli non ancora scoperti”. Palermo Sound nasce infatti come festival diffuso nel centro storico e identifica nella città stessa il proprio palco principale. È l’evoluzione di Palermo Sound Radio, progetto che negli ultimi due anni ha prodotto oltre trenta contenuti tra performance, live e dj set ambientati nei luoghi urbani. La scommessa, adesso, diventa fisica. Bisogna uscire, camminare, spostarsi da Casa Professa al Noviziato dei Crociferi, da Palazzo Bonocore allo Spasimo, passando attraverso Monkey, Coquette, Ferramenta, Botanico, Punkfunk, Link, Ai Giudici, Castigamatti, Cartari Locanda, Fabbrica 102, Officine Bellotti, Chiasso, Radici-Museo della Natura e altri spazi. Luoghi molto diversi fra loro, alcuni immediatamente riconoscibili nel patrimonio culturale palermitano e altri appartenenti alla vita quotidiana e alla nuova geografia creativa della città. Ed è proprio la loro convivenza a trasformare Palermo Sound in qualcosa che va oltre la tradizionale sequenza di concerti.
La prima giornata parte dal Giardino dei Giusti
Il festival comincia già questa mattina alle 9 al Palermo Sound Hub, al Giardino dei Giusti, con il talk “La città in transizione. Energia e movimento per Palermo”. Poi, dalle 18, il programma esplode contemporaneamente in più punti della città. Alla Ferramenta c’è Roberto Nicastro, al Botanico 4ntierra, Punkfunk ospita Sensazione Stupenda Showcase, Ai Giudici SoniqPhil, Link propone Sonos: Horn e Sonos: VLG, al Chiasso arriva Subterranea con Burie, Mycelecta e Sleepy. Al Monkey, invece, il primo live è quello di The Two Giants trio.
Sempre alle 18, Giorgia Meli 4et suona da Coquette, mentre Cartari Locanda ospita il Dreema Showcase con Claudio Morello, Danilo Giucastro e Luca Maggipinto e Castigamatti propone Cassetta. È una partenza che racconta immediatamente il principio del festival: non una successione obbligata, ma tante possibilità contemporanee fra le quali costruire il proprio percorso. Il programma pubblicato sul sito ufficiale conferma la scansione degli appuntamenti della giornata inaugurale.
Da Casa Professa al Noviziato dei Crociferi
Alle 19 a Casa Professa arriva uno dei momenti più attesi dell’apertura: il live del pianista cubano Jorge Luis Pacheco, musicista capace di incrociare jazz contemporaneo, cultura afro-cubana e formazione classica. Il concerto è una coproduzione di Palermo Sound e The Brass Group in partnership con la Chiesa del Gesù di Casa Professa. Alle 19.30 proseguono le listening session con Myzel Studio: Dub Wild a Castigamatti e Maiu Harris Ai Giudici. Alle 19.45 tornano i live: Jerusa Barros 4et al Monkey e Mike Mazzari 4et da Coquette. La sera cambia ancora ritmo alle 21. Al Noviziato dei Crociferi sale sul palco Niveo, mentre Castigamatti ospita Myzel Studio con Ghetto FVN, Ai Giudici Marco L.V e Ferramenta Marco Dily. Alle 21.30 il Monkey chiude la sequenza live della giornata con Qanat Trio.
Una città da scegliere, più che un cartellone da seguire
È questo intreccio a rendere Palermo Sound interessante anche come esperimento urbano. Il pubblico non viene concentrato davanti a un unico palco, ma distribuito dentro una rete. Ogni location conserva la propria identità e nello stesso tempo diventa parte di un racconto più ampio. Ci sono jazz, elettronica, listening session, showcase, performance, sperimentazione e club culture. Ci sono musicisti già riconoscibili e nomi da scoprire. E soprattutto c’è l’idea che un festival possa funzionare come un dispositivo per far incontrare comunità artistiche, pubblico e spazi della città che normalmente non appartengono allo stesso circuito. Anche per questo larga parte della programmazione è a ingresso gratuito, mentre alcuni appuntamenti specifici sono a pagamento.
Venerdì fra rigenerazione, live e club night
Domani, venerdì 4 settembre, si riparte alle 9.30 al Giardino dei Giusti con “Costruire Palermo. Rigenerazione, Patrimonio, Nuova Impresa”. Nel pomeriggio riprende il circuito diffuso delle listening session e dei live.
Tra gli appuntamenti ci sono Terrasonora, Quinoa Experience, *Asterisco, Outcast, Sintesi Collective, J.O.D, Rariki, Arabella Rustico 4et, Ssuperfluo e Casa Sentimiento. Alle 21 Chris Obehi suonerà full band a Palazzo Bonocore, mentre al Noviziato dei Crociferi sarà protagonista il Minus Collettivo con Milena Punzi Anfossi, Simone Faraci e Federico Pipia. Dalle 23 il festival entrerà nella dimensione della notte con le Club Night: ai Candelai sono annunciati Paul Lution e Munir Nadir, mentre al Kalhesa arrivano Sassy J, Massimo Napoli e CSS.
Il sabato moltiplica ancora gli appuntamenti
Sabato 5 settembre il programma diventa ancora più fitto. Dalle 17.30 e soprattutto dalle 18 ripartono contemporaneamente listening session e live attraverso il circuito cittadino, con Soletronica, Obliq Records, Rawchic Collective, Creature, Discoslice, Palermo calmati, Guna & Trinidad en Vivo, Roberta Sava 4et, Bangover Crew Showcase e molti altri. Alle 19 il Noviziato dei Crociferi ospiterà Yulan, mentre alle 19.45 sono previsti Carla Restivo 4et al Monkey e Gianni Gebbia 4et da Coquette. Alle 21 il festival raggiunge anche alcuni dei suoi luoghi più evocativi: Alessandro Presti al Complesso dello Spasimo, Alessio Masi al Noviziato dei Crociferi e Barone a Palazzo Bonocore. La notte prosegue nuovamente ai Candelai e al Kalhesa, questa volta con Chris Gorrie, Mari.te, Christian AB, BOBBY. e Camallo.
Mostre, installazioni e una domenica fuori dagli orari consueti
Palermo Sound prova a non esaurirsi neppure nella musica dal vivo. Durante i giorni del festival sono previste anche mostre e installazioni. Officine Bellotti ospita Ritmografica di Riccardo Corda e l’installazione sonora Qanāt di Federico Pipia, mentre al Palermo Sound Hub-Giardino dei Giusti trova spazio Unter die Haut di Guido Filosto. C’è inoltre un programma Palermo Sound Off che porta Fabrizio Bosso Spiritual Trio all’Ecomuseo Mare Memoria Viva venerdì sera, Mina Enowaki con Danilo Rispoli live e BeatCoins dj set a L’Ascensore sabato e l’intervento di Demetrio Di Grado a Lattarini Street Art. E persino la domenica prova a rompere le convenzioni: il programma annuncia alle 6 del mattino il breakfast con z:d da Graziano Al Mare e alle 18.30 il live di Alci al Bellini. Una chiusura coerente con l’idea di fondo: se il palco è Palermo, anche gli orari possono smettere di essere quelli abituali di un festival.
Palermo Sound come esperimento urbano
La prima edizione si presenta dunque come qualcosa di più ambizioso di una nuova rassegna musicale. Palermo Sound mette alla prova una possibile infrastruttura culturale diffusa, fatta di artisti, locali, istituzioni culturali, spazi indipendenti e pubblico. Dal 3 al 6 settembre, per tutto il primo weekend del mese, Palermo può essere attraversata seguendo una mappa diversa da quella consueta. Non quella dei monumenti da visitare uno dopo l’altro e neppure quella di un unico grande evento: una mappa fatta di suoni, incontri e luoghi da riscoprire. La musica, in questo caso, è insieme contenuto e pretesto. Il vero spettacolo potrebbe essere proprio la città che si mette in movimento.






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