La desertificazione commerciale non riguarda soltanto i negozi. Il fenomeno investe l’intero ecosistema delle attività di prossimità, compresi i bar: imprese che producono economia e occupazione, garantiscono servizi e, allo stesso tempo, svolgono una funzione sociale fondamentale per le comunità.
Bar, caffè e pubblici esercizi sono infatti luoghi di incontro e relazione, punti di riferimento quotidiani per famiglie, giovani, anziani e persone che vivono situazioni di fragilità. La loro presenza contribuisce alla vitalità dei quartieri e dei piccoli centri, favorendo socialità, inclusione e qualità della vita.
I dati relativi al periodo 2019-2025 mostrano come la desertificazione commerciale continui a interessare il Paese. A livello nazionale, il numero dei bar passa da 169.839 a 145.766 attività, con una perdita di 24.073 imprese (-14,2%) e una riduzione della ricchezza prodotta nei territori stimata in oltre 7,2 miliardi di euro.
In Sicilia, il comparto registra una contrazione più contenuta rispetto alla media nazionale, ma comunque significativa: le imprese passano da 9.647 a 9.159, con una diminuzione di 488 attività (-5,1%) e una perdita economica stimata in 146,4 milioni di euro. La regione continua inoltre a presentare una delle più basse densità di bar in rapporto alla popolazione, con circa 1,9 esercizi ogni mille abitanti.
Nel territorio della provincia di Palermo emerge invece una sostanziale tenuta del settore. Le imprese registrate passano da 2.026 a 2.018, con un saldo negativo di appena 8 unità (-0,4%) e una perdita economica stimata in 2,4 milioni di euro. Un risultato nettamente migliore rispetto alla media regionale e nazionale.
Ancora più significativo il dato relativo al comune di Palermo, che rappresenta una delle poche eccezioni positive nel panorama italiano. Nel capoluogo i bar aumentano da 1.085 a 1.115 unità, con una crescita di 30 imprese (+2,8%) e un incremento della ricchezza generata sul territorio stimato in circa 9 milioni di euro.
Palermo si colloca così tra i pochissimi comuni capoluogo italiani che registrano un saldo positivo nel periodo considerato.

Doriana Ribaudo Presidente provinciale di Fiepet
“La tenuta della provincia e il risultato positivo del capoluogo rappresentano segnali incoraggianti, soprattutto se confrontati con le forti difficoltà che stanno interessando gran parte del Paese”, dichiara Doriana Ribaudo, presidente provinciale di Fiepet Confesercenti Palermo.
“Tuttavia – aggiunge – non possiamo limitarci a osservare i numeri. Dietro ogni bar ci sono imprenditori, lavoratori, famiglie e una rete di fornitori che contribuiscono alla crescita del territorio. Ma c’è anche molto di più: il bar di quartiere o di paese è spesso un presidio di socialità, un luogo di incontro e relazione, uno spazio che contribuisce a mantenere vive le comunità e a contrastare fenomeni di isolamento e marginalità”.
“I bar appartengono a pieno titolo a quell’ecosistema del commercio e dei servizi di prossimità che rappresenta una componente essenziale della vita dei nostri centri urbani e dei nostri quartieri. Quando una di queste attività chiude, non perdiamo soltanto un’impresa e il valore economico che produce. Perdiamo un punto di riferimento per i cittadini, un presidio sociale, un luogo che genera relazioni e contribuisce alla vivibilità delle nostre comunità. Per questo il contrasto alla desertificazione commerciale deve diventare una priorità nazionale”.
È proprio in questa prospettiva, sottolinea Ribaudo, che assume particolare rilevanza la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
“Si tratta di una riforma concreta – spiega – pensata per sostenere le attività che ogni giorno garantiscono servizi essenziali e contribuiscono alla coesione sociale dei territori. Il provvedimento prevede l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZES di prossimità), strumenti di sostegno finanziario e fiscale per le imprese, interventi per la formazione e la qualificazione professionale, misure di semplificazione amministrativa e la costituzione di un Osservatorio nazionale chiamato non soltanto a monitorare il fenomeno della desertificazione commerciale, ma anche a orientare le politiche pubbliche dedicate al settore”.
“La proposta prevede inoltre uno stanziamento di 600 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028, risorse che riteniamo fondamentali per sostenere la vitalità economica e sociale delle nostre città, dei quartieri e dei piccoli centri”.
“Perché questa opportunità possa trasformarsi in una risposta concreta alle difficoltà del commercio e dei pubblici esercizi – conclude Ribaudo – è necessario il contributo di tutti. Rivolgiamo quindi un appello ai cittadini, alle imprese, alle associazioni e alle istituzioni affinché sostengano la raccolta delle 50 mila firme necessarie per portare la proposta all’esame del Parlamento. È possibile aderire firmando digitalmente tramite SPID oppure sottoscrivendo la proposta presso le sedi territoriali di Confesercenti”.
“Difendere i bar, i negozi e i servizi di prossimità significa difendere l’identità delle nostre città, la qualità della vita dei cittadini e la capacità delle comunità di rimanere vive, inclusive e sicure. Ognuno può dare il proprio contributo. Firmare questa proposta di legge significa scegliere di investire nel futuro dei nostri territori e nel valore sociale ed economico che le attività di prossimità continuano a rappresentare ogni giorno”.






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