Il documento all'esame dei sindacati

Per Almaviva spunta l’ipotesi creazione newco, doccia fredda per oltre tremila lavoratori

C’è chi parla di ‘operazione matrioska’, chi di ‘bad company’ nella quale far confluire le perdite strutturali di Almaviva Contact generate su Palermo.

Di certo c’è solo un’ipotesi di conferimento di ramo d’azienda, messa nero su bianco, dalla società che coinvolge la sede del call center del capoluogo siciliano, dove Almaviva Contact occupa 3.400 operatori, quasi tremila a tempo indeterminato. La proposta illustrata ieri ai sindacati, riguarda la creazione di un new co, una società di capitali a responsabilità limitata, controllata al 100% da Almaviva Contact, nella quale far confluire entro il 18 giugno il complesso di risorse umane e strutture operanti a Palermo. A quasi un anno, dalla sottoscrizione dell’accordo ministeriale che ha messo in cassa integrazione i lavoratori a Palermo, il documento sottoposto ieri ai sindacati nel corso di una riunione a Palermo, arriva come una doccia fredda. E non pochi tra i rappresentanti dei lavoratori sono già sul ‘piede di guerra’. Parla di rischio ‘bad company’ la Cisl, che chiede ad Almaviva Contact di rispettare gli accordi siglati un anno fa che prevedevano il rilancio del sito di Palermo e non creando una newco”.

Nel documento, infatti, l’azienda comunica l’intenzione di procedere al “conferimento di un ramo d’azienda costituito dal complesso delle attività, strutture, personale, presenti nell’unità produttiva e distribuito nelle sedi di via Cordova, piazza Tumminello, Ammiraglio Gravina, Cordova e Ugo La Malfa, a Palermo, a una società cessionaria neocostituita, con forma giuridica società di capitali a responsabilità limitata, con sede legale a Palermo e il cui capitale sociale sarà integralmente controllato da Almaviva Contact”.

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Una proposta motivata, si legge ancora, dal fatto che “la società vive un momento di difficoltà connesso alla situazione nel suo complesso e alle problematiche che caratterizzano il mercato specifico; fattori che hanno reso necessaria l’adozione di diverse iniziative dirette ad affrontare le marginalità economiche sempre più insufficienti e i conseguenti esuberi di personale scaturenti da tale contesto”.

Il progetto di riorganizzazione prevede “il consolidamento dell’unità produttiva come soggetto dotato di autonomia giuridica, organizzativa e finanziaria” che dovrebbe “garantire – si legge ancora nel documento – una maggiore responsabilità imprenditoriale del sito e una maggiore focalizzazione dello stesso verso il complessivo delle entrate e delle uscite”.

Alla new co sarà conferita l’unità produttiva, dunque “dipendenti, attività e passività necessari per l’esecuzione di contratti d’appalto di servizi svolti nell’unità produttiva” di Almaviva Contact ma non le commesse in fase di esecuzione. “I contratti di appalto di servizi relativi a commesse ivi eseguiti – scrive la società – non costituiranno oggetto di conferimento e permarranno nella cedente Almaviva Contact”. L’operazione di cessione del ramo d’azienda dovrebbe concludersi a metà giugno “in data successiva al 13 giugno e comunque non oltre il 18 giugno 2018”. A passare alla new co sarebbero oltre 3 mila operatori impiegati dal colosso dei call center a Palermo. Agli operatori la società conta di applicare il contratto collettivo delle telecomunicazioni; che manterranno i livelli retribuitivi previsti dalla contrattazione, e Tfr, ferie e permessi maturati che passeranno alla new.co.

In una lettera inviata due giorni fa al governatore siciliano Nello Musumeci, al vicepresidente della Regione e assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando e ai sindacati, Almaviva Contact ha chiesto l’avvio di un confronto istituzionale con il Governo regionale per cercare soluzioni e avviare un rilancio delle attività. In Sicilia, Almaviva Contact occupa 5.300, di cui 4 mila a tempo indeterminato. A Palermo, dove si registrerebbero le criticità maggiori, il colosso dei call i dipendenti sono 3.400, di cui 2.800 a tempo indeterminato. Nella missiva, il numero uno di Almaviva Contact, Andrea Antonelli, riferendosi alle criticità del sito di Palermo, scrive “sul centro operativo di Palermo, ad oggi, sono prevalentemente concentrate attività per cinque importanti clienti tutte in fase di rinnovo contrattuale.

Tuttavia, il continuo calo dei volumi e il livello raggiunto dalle tariffe, in alcuni casi ben al di sotto del puro costo del lavoro, seguitano a generare consistenti perdite mensili e una dimensione di esuberi dal carattere ormai strutturale”. “Una dimensione – prosegue – che in base alle pianificazioni di attività a medio termine ricevute dai clienti, e pur nella ottimistica previsione del perdurare delle lavorazioni sul sito, si stima sia destinata ad aumentare in termini significativi entro la fine del corrente anno”.

Per la sede scrive ancora Antonelli “è in vigore un accordo sindacale, in scadenza per la metà del prossimo mese di giugno, che permette la gestione dell’attuale condizione di esubero attraverso ammortizzatori sociali i quali, comunque, entro breve periodo non saranno ulteriormente rinnovabili per disposizione di legge”. Per il numero uno di Almaviva Contact “nonostante le premesse di tale accordo ipotizzassero una fase di crescita e stabilizzazione del sito palermitano, lo scenario reale segnato dall’andamento del mercato e dalla continua discesa delle tariffe, dalla contrazione dei volumi e dalle criticità finanziare generate, per la seconda volta, dal congelamento di crediti da parte di un cliente per circa 7,2 milioni di euro, impegna oggi a rispondere con un quadro di contromisure tempestive, responsabili ed efficaci”. Intanto per domani mattina la Cisl, secondo quanto si apprende, ha deciso di convocare una conferenza stampa della vertenza.

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