I carabinieri della compagnia di Monreale hanno inferto un durissimo colpo al mercato locale degli stupefacenti con l’arresto di un quarantenne, fino a questo momento incensurato, ritenuto responsabile di coltivazione di sostanze illecite e furto aggravato di energia elettrica. L’intervento dei militari è scattato a seguito di un’attività di osservazione che ha permesso di individuare una vera e propria serra tecnologica allestita all’interno di un immobile, dove l’uomo gestiva ogni fase della produzione, dalla crescita delle piante fino al confezionamento finale del prodotto.
Il sequestro della piantagione e dell’impianto
Durante la perquisizione dei locali, le forze dell’ordine hanno rinvenuto centodieci piantine di marijuana in pieno stato di vegetazione, curate meticolosamente per garantirne lo sviluppo. Oltre alla coltura in atto, i carabinieri hanno scoperto quasi un chilogrammo di sostanza già pronta per lo spaccio, nello specifico quasi un chilo di marijuana essiccata e sigillata in sei buste termosaldate. L’intera area era dotata di strumentazioni all’avanguardia, tra cui sistemi di riscaldamento, apparati di ventilazione e una vasta gamma di fertilizzanti specifici, elementi giudicati indispensabili per mantenere il microclima necessario alla crescita accelerata della droga.
L’allaccio abusivo e il danno economico all’Enel
Un aspetto centrale dell’indagine riguarda il sostentamento energetico della struttura, che richiedeva una potenza elettrica considerevole per alimentare le lampade e i motori degli impianti. L’intervento sul posto dei tecnici dell’Enel ha confermato i sospetti dei militari, rivelando la presenza di un allaccio abusivo alla rete pubblica. Secondo una prima stima effettuata dall’azienda, il danno economico complessivo ammonterebbe a oltre trecentomila euro, una cifra che testimonia la continuità e l’entità del prelievo illecito di corrente effettuato nel tempo per sostenere i costi di gestione della piantagione.
Provvedimenti cautelari per il responsabile
Al termine delle operazioni di rito e dopo il sequestro di tutto il materiale rinvenuto, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Il quarantenne resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida, durante la quale dovrà rispondere delle pesanti accuse legate alla detenzione ai fini di spaccio e alla manomissione della rete elettrica nazionale.






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