Siamo a palazzo Ziino in via Dante a Palermo, sede dell’assessorato comunale alla Cultura. Quella che vedete è un’area di sicurezza. Qui i dipendenti non possono stare neppure per fumare una sigaretta. E’ una zona off limits. I dirigenti sono inflessibili. Nessuno può sgarrare.

Ma non per tutti. Qui un dirigente del comune di Palermo posteggia le auto, e trova anche un solerte custode che mentre l’auto è parcheggiata offre anche il servizio di lavaggio. Sempre in orario di servizio.

Una consuetudine, secondo alcuni dipendenti dell’assessorato che si ripete da tempo. Così mentre ci sono impiegati comunali che devono fare i salti mortali per trovare un parcheggio nella zona di via Dante, un’impresa quasi titanica, c’è chi arriva e con comodo parcheggia l’auto e alla fine del lavoro la trova pulita.

Si stanno facendo tutti i riscontri su quanto visto e presto saranno presi i provvedimenti amministrativi.

Una nuova tegola per l’amministrazione comunale che farà saltare di nuovo sulla sedia il sindaco Leoluca Orlando. Come per la vicenda del barbiere abusivo al comando della polizia municipale di via Dogali.

Adesso siamo di fronte ad un caso di abuso. Protagonista un altro impiegato di una partecipata. Come avvenne per la giunta Cammarata con lo skipper impiegato alla Gesip che governava la barca dell’ex sindaco. Quella storia è costata una condanna in secondo grado per Diego Cammarata ritenuto colpevole di truffa. per avere utilizzato come skipper della sua imbarcazione un dipendente della Gesip, Franco Alioto.

In appello era caduta l’accusa di abuso d’ufficio, mentre è rimasta in piedi quella di truffa. Da qui lo sconto di pena per l’ex primo cittadino del capoluogo, che in primo grado aveva subito una condanna a tre anni. Il dipendente della ex Partecipata ha ricevuto una condanna a un anno e tre mesi.

La vicenda dello skipper salta fuori nel settembre 2009 grazie alle telecamere di Striscia la notizia. Il tg satirico scopre che i figli di Cammarata sono proprietari di una barca ormeggiata all’Acquasanta.

Ad occuparsi dell’imbarcazione è Alioto, che di mestiere dovrebbe fare l’operaio della Gesip. Dovrebbe, appunto, perché per stare a bordo si sarebbe assentato dal posto di lavoro. E così Cammarata e Alioto finiscono sotto processo.

Alioto, impiegato nella sede di Casa Naura, all’interno del parco della Favorita, era stato filmato mentre prendeva accordi con i clienti per noleggiare la barca a professionisti e imprenditori, stimati e conosciuti in città.

Gli agenti della sezione reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile trovarono due fogli firma di Alioto in quei giorni di luglio del 2009. In uno risultava presente, nell’altro c’era la richiesta di ferie non firmata dal dirigente.