Se la Sicilia, contro ogni previsione, è vice campione del No fra le Regioni italiane, sia pure con una affluenza alle urne estremamente bassa, Palermo, il suo capoluogo, è una anomalia dentro l’anomalia.
Palermo capitale del No
Proprio la provincia Palermitana, infatti, mostra un dato che è perfino superiore a quello regionale, La Sicilia dice no alla riforma dell’ordinamento della magistratura con il 61% ma Palermo va oltre e arriva al 65%.
Un dato che già l’opposizione ha letto come segnale di sfratto a Lagalla ma che va oltre anche queste letture. C’è un dato di affluenza che mostra la tendenza del centrodestra a non votare, l’assenza di chiamata alle urne anche da parte della coalizione che sostiene il sindaco ma c’è anche un dato di litigiosità interna alla maggioranza che a Palermo mostra i suoi effetti in maniera maggiore rispetto anche a buona parte del resto della Sicilia essendo la città sede del Parlamento: la città “degli apparati burocratici”.
I numeri delle altre 8 province
Nessuna delle altre otto province fa segnare un risultato così netto. Enna è la provincia che più si avvicina a Palermo come risultato tributando il 62,5% al No. Poi c’è Siracusa con il 62,3%, segue Ragusa con un significativo 61,8% A Catania il No è al 60,5%; ad Agrigento supera appena il 60%; a Trapani è appena sopra il 59% mentre a Messina poco sopra il 56% mentre a Caltanissetta si ferma proprio al 56% esatto a fine scrutinio.
Lupo (Eurodeputato Pd) “Grazie ai cittadini”
“Voglio ringraziare i cittadini sardi e siciliani per la partecipazione straordinaria, in particolare i tantissimi giovani che si sono recati ai seggi: non siete solo la speranza di un futuro migliore, ma la certezza” commenta l’eurodeputato palermitano Giuseppe Lupo.
“Un ringraziamento immenso va a tutta la comunità del Partito Democratico, ai militanti e ai circoli di Sicilia e Sardegna che, in pochissimo tempo, hanno costruito una campagna capillare, fatta di ascolto e partecipazione”.






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