Percorre chilometri e chilometri per non dimenticare le vittime dei femminicidi ricamandole nelle nostre memorie. Donne spesso lasciate a a gestire la violenza di uomini che le hanno sopraffatte prima nell’anima e poi nel corpo.
Rosalba Castelli artivista viandante con il suo progetto “Orme d’ombra” ha incontrato centinaia di giovani studenti prima lo ha fatto in Sardegna adesso in Sicilia. Agli studenti spiega in modo chiaro e semplice che anche il minimo tentativo di sopraffare una donna è un segnale che non deve essere trascurato. Devono avere il coraggio e la forza di parlare e raccontare quanto stanno vivendo e non pensare di potere gestire da sole queste situazioni.
Ai giovani che sta incontrando in questi giorni ha detto e ribadito che anche il semplice “stai zitta”, “non capisci nulla” sono frasi che tendono a controllare e sottomettere una donna. Frasi spie di una cultura patriarcale che cerca di mantenere il predominio dell’uomo sulla donna. Proprio in questi giorni Rosalba Castelli sta attraversando la Sicilia per raccontare la storia di donne vittime di femminicidio, incontrando alunni, comunità, amministrazioni, associazioni e famiglie.
È partita da Sambuca il 21 settembre e proseguirà fino all’11 dicembre, quando raggiungerà il Parco dell’Etna: nel weekend è stata a Palermo, e lo sarà anche in questi giorni e ha virtualmente consegnato a Santa Rosalia i nastri bianchi e rossi dove sono ricamati i nomi delle donne vittime di femminicidio: alcuni sono stati realizzati durante il laboratorio “Ricamare il ricordo” nel carcere di Torino, altri sono nati direttamente in Sicilia grazie a una rete di ricamatrici che continua ad allargarsi di paese in paese: a Palermo si sono unite al progetto anche le donne della sartoria sociale Al Rèves.
“Arrivo a Palermo parecchio provata. In diciannove giorni di cammino – ha detto Rosalba Castelli – ho già incontrato diciassette scuole, ho attraversato storie e incontrato famiglie che non possono lasciarti uguale a prima». Ieri ci sono state manifestazioni alla sartoria sociale Al Rèves e c’è stata l’acchianata di Monte Pellegrino per depositare ai piedi di Santa Rosalia i nastri dedicati a Laura Pirri, Giovanna Bonsignore e Anna Elisa Fontana, tutte vittime di femminicidi. “Orme d’ombra” le ha portate fino alla Santuzza come donne con un nome e una storia. Alla città sarà affidata la loro memoria e a ciascuno di noi la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte. Un laboratorio si è svolto al Centro Pro Arenella per la “Festa d’autunno”.
Oggi entrano in campo le scuole: dalle 8.30 alle 10.30, incontro all’Ic Giuliana Saladino, al termine, sarà deposto un nastro dedicato a Lea Garofalo; dalle 11.30 all’Istituto alberghiero “Pietro Piazza”, in ricordo di Sara Campanella; alle 14.30, tappa al Centro di ascolto “Il sorriso di Sara”, per incontrare Cetti Zaccaria, mamma di Sara, e consegnarle il nastro della memoria ricamato dalle donne del carcere di Torino. Sarà presente anche Luigi Vallone, sindaco di Prizzi, comune che ha recentemente intitolato a Sara Campanella la propria Sala Polivalente. Si chiude all’Epyc Palermo, dove alle 19 alle 21 Rosalba Castelli dialogherà con giovani universitari e cittadinanza. A moderare l’incontro sarà Alessandro Gallerani.
Domani, prima di rimettersi in cammino alla volta di Bagheria, Rosalba incontrerà le classi dell’Ics Cesareo-Salgari.






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