Un emendamento per i comuni in dissesto finanziario riguardante la ricognizione dei debiti fuori bilancio. E’ stato presentato eri sera dagli stessi relatori del Decreto Milleproroghe in discussione alla Camera.

Si tratta di un salvagente per i comuni in difficoltà economica che hanno superato la fase di pre dissesto e sonos tati dichiarati già in dissesto per scelta o per sentenza.

In base al provvedimento proposto se un Comune o un Ente locale ha presentato o presenterà entro il prossimo 30 novembre 2018 un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per esso la ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio
sul raggiungimento degli obiettivi intermedi è effettuata dopo l’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2018.

Ma il passaggio più importante per salvare servizi e occupazione è il seguente in base al quale “il mancato adeguamento dei tempi di pagamento dei debiti commerciali non costituisce motivo per il diniego delle riformulazioni o rimodulazioni” previste dal Testo unico degli Enti locali, “fermo restando il rispetto dei termini di pagamento oggetto di accordo con i creditori di cui al piano riformulato o rimodulato”.

In questo modo si lacia una porta aperta ai comuni in difficoltà per recupere lo spazio finanziario perduto.

La maggior parte dei comuni in questa situazione si trova nel Sud Italia. E sempre al sud Italia guardano altri provvedimenti assunti, invece, dall’esecutivo inparticolare per la vigilanza sull’impiego del Fondo di Sviluppo e Coesione.

Si è tenuta , infatti, nella Sala verde di Palazzo Chigi la prima cabina di regia dopo l’insediamento del nuovo esecutivo del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020. Alla cabina di regia, presieduta dal ministro per il Sud Barbara Lezzi, hanno preso parte tra gli altri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il ministro degli Affari Regionali Erika Stefani e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per ribadire l’importanza di realizzare un forte coordinamento sul controllo e sulla spesa dei programmi finanziati dal Fondo che, per l’80%, sono destinati alle Regioni del Sud.  A tal proposito il ministro Lezzi ha precisato che, nel caso si evidenzino eventuali criticità o ritardi nell’attuazione dei programmi, saranno intraprese misure correttive di riprogrammazione o definanziamento degli interventi. Tutto questo, è stato chiarito, in un’ottica di collaborazione tra istituzioni volta a rafforzare le politiche di coesione.