Un motociclo elettrico capace di raggiungere i 100 km/h, privo di immatricolazione, documentazione e copertura assicurativa e munito di una targa contraffatta, è stato sequestrato dalla polizia municipale di Palermo in piazza Giulio Cesare nel corso di controlli disposti dal comandante Angelo Colucciello.

Il mezzo aveva una targa spagnola, eppure il motociclista era palermitano B.N. di 56 anni e ha mostrato una copia della fattura di acquisto del veicolo, effettuato presso un rivenditore di biciclette elettriche e monopattini. Nella documentazione il mezzo era indicato come veicolo elettrico “per uso strade private” e “senza acceleratore”. Dalle verifiche è emerso che il veicolo era un vero e proprio motociclo, dotato di motore elettrico della potenza di 2.000 watt, batteria da 72 V e 36 Ah e capace di raggiungere una velocità massima di circa 100 km/h. Sul mezzo erano anche stati applicati i loghi di una nota casa motociclistica tedesca.

La targa era stata realizzata dal conducente, utilizzando una sequenza alfanumerica corrispondente a quella di un contrassegno per monopattini a lui stesso intestato. La moto elettrica è stata sequestrata per la targa contraffatta, la mancanza di immatricolazione, della documentazione prevista e della copertura assicurativa. Il motociclista è stato denunciato.

“Il controllo effettuato in piazza Giulio Cesare – dichiara il comandante Angelo Colucciello – conferma l’attenzione e la professionalità delle nostre pattuglie nel contrasto ai veicoli elettrici irregolari. Il dato che più preoccupa è la crescente presenza di mezzi che, pur non essendo destinati alla circolazione stradale, raggiungono potenze e velocità proprie di veri e propri motocicli.

Di fronte a questo fenomeno non possiamo abbassare la guardia. I controlli proseguiranno con particolare attenzione alle caratteristiche tecniche dei veicoli, alla loro regolarità e alle condizioni di sicurezza per chi li utilizza e per tutti gli altri utenti della strada. L’obiettivo è intervenire prima che questa crescita di potenza e velocità possa tradursi in un concreto rischio per la sicurezza stradale”.