Nuove intimidazioni allo Zen a Palermo. La scorsa notte sono stati esplosi cinque colpi di kalashnikov contro la vetrina di una pizzeria panificio e quattro spari esplosi con una pistola ai danni di una macelleria. Non si arresta la lunga scia di attacchi alle attività commerciali nella zona nord della città.
Stavolta è toccato a due esercizi dello Zen, entrambi in via Luigi Einaudi e separati da pochi numeri civici, Armanio’s Bakery e Da Totuccio. Sul posto sono arrivate le volanti agenti del commissariato San Lorenzo e della polizia scientifica.
Le indagini sono condotte dalla squadra mobile, che sta cercando di far luce anche sulla serie di episodi dello stesso genere avvenuti in queste settimane, la raffica di kalashnikov esplosi contro il ristorante “Al Brigantino”, quelli contro un’autorimessa di via Sferracavallo e il raid contro la sede dell’autonoleggio Sicily by car di Tommaso Dragotto, in via San Lorenzo fino alle bottiglie di benzine trovate giovedì mattina davanti ad alcuni negozi di Sferracavallo e Tommaso Natale.
Gruppo Oso, Palermo non può abituarsi alla violenza
Esprimiamo profonda preoccupazione per i gravi e diffusi episodi di violenza che, ormai da troppi mesi, segnano la quotidianità della città di Palermo.
Omicidi, esecuzioni, sparatorie in pieno giorno, colpi d’arma da fuoco contro attività commerciali, intimidazioni e aggressioni di varia natura non possono essere archiviati come episodi isolati. La frequenza e la brutalità con cui questi fatti si susseguono restituiscono l’immagine di un tessuto sociale profondamente ferito e di un clima sempre più allarmante.
Sarebbe riduttivo e persino pericoloso considerare questi eventi come manifestazioni casuali o scollegate tra loro. Al contrario, appare evidente l’esistenza di un filo conduttore che attraversa questa escalation di violenza, anche se oggi risulta ancora difficile leggerlo e interpretarlo fino in fondo. Ed è proprio questa opacità, questa apparente normalizzazione della paura, a rendere il quadro ancora più preoccupante.
Non possiamo permettere che cittadini, commercianti, giovani e famiglie si abituino all’idea che la violenza faccia parte della normalità urbana. Una comunità che si rassegna perde progressivamente il senso della convivenza civile e della fiducia nelle istituzioni.
Per questo il Gruppo OSO chiede con forza che tutte le istituzioni competenti, le forze dell’ordine, il mondo della scuola, dell’associazionismo e della politica avviino una riflessione seria e un’azione coordinata per contrastare una deriva che rischia di compromettere la sicurezza e la coesione sociale della città.
Serve una risposta ferma, concreta e visibile. Ma serve anche il coraggio di interrogarsi sulle cause profonde di questo clima: il disagio sociale, la marginalità, la povertà educativa, il radicamento della criminalità e l’assenza di prospettive che troppo spesso alimentano violenza e sopraffazione.
Il Gruppo OSO continuerà a tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, nella convinzione che il silenzio e l’assuefazione rappresentino il terreno più favorevole per ogni forma di violenza.
Lo dichiarano i consiglieri comunali dl furono OSO, Giulia Argiroffi e Ugo Forello.
Spari allo Zen, (FdI): “Episodi inaccettabili”
“Gli episodi intimidatori avvenuti allo Zen, e nelle settimane scorse a Sferracavallo, sono inaccettabili. I colpi di pistola esplosi contro le vetrate delle attività colpiscono non solo gli imprenditori coinvolti, ma l’intera comunità che ogni giorno lavora onestamente”, a dichiararlo sono Luca Sbardella, commissario di FdI in Sicilia, Raoul Russo, senatore e coordinatore provinciale del partito, e Antonio Rini, presidente provinciale di FdI.
“È necessario alzare il livello di attenzione e rafforzare i controlli sul territorio – aggiungono -, soprattutto nelle aree più esposte, per garantire sicurezza ai cittadini e alle attività commerciali. Per questo chiediamo al Prefetto una presenza ancora più costante delle forze dell’ordine per prevenire e contrastare con fermezza ogni forma di criminalità”.
“Lo Stato deve essere percepito come presente e vicino: non si può permettere che la paura condizioni la vita economica e sociale dei nostri quartieri. Saremo al fianco di chi denuncia e resiste, perché la legalità va difesa ogni giorno con atti concreti”, concludono.






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