Arriba la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per gli incendi devastanti dello scorso luglio in Sicilia. A dichiararlo è Stato il Consiglio dei Ministri oggi pomeriggio.

In CdM è arrivata una nuova relazione dopo che la protezione Civile nazionale ha riaperto l’istruttoria in seguito alle polemiche esplose per un primo diniego che era giunto alle richieste di Palermo.

Era stato lo stesso presidente della regione Renato Schifani a dire apertamente “non mi riconosco in questo Stato”. Parole forti che non sono cadute nel vuoto

La soddisfazione di Schifani per l’inversione di rotta

“Siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto perché la Protezione civile nazionale ha rivisto la propria posizione iniziale di diniego sullo stato di emergenza, sulla scorta dell’ulteriore documentazione inviata dalla Regione. Si tratta di un’anticipazione di risorse che serviranno per finanziare i primi interventi, effettuati in somma urgenza nell’immediatezza degli incendi che hanno devastato varie province dell’Isola nella scorsa estate, comprese le somme per l’alloggio degli evacuati, il ripristino di reti idriche e fognarie, della viabilità e la rimozione dei rifiuti combusti” dice adesso il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando la decisione del Consiglio dei ministri assunta nella seduta odierna.

Stato di emergenza per un anno

la delibera del Consiglio dei Ministri prevede la dichiarazione dello stato di emergenza per 12 mesi nei territori di quattro province siciliane: quelle di Catania, Messina, Palermo e Trapani.

Ciò a seguito dell’eccezionale ondata di calore e dei gravi incendi che si sono verificati a partire dal 23 luglio dello scorso anno e hanno circondato Palermo fino quasi a fine mese e recato danni nelle altre tre province per due settimane sia col fuoco che bruciando le colture. La protezione civile, dopo aver analizzato la documentazione aggiuntiva che è arrivata a Roma dai Comuni colpiti da questi eventi, ha suggerito al CdM anche una linea di finanziamento. Le risorse stanziate ammontano a 6,1 milioni di euro.