Le tasse per l’occupazione del suolo pubblico sono aumentate di otto volte rispetto al passato e i giudici del Tar hanno annullato il regolamento e le richieste di pagamento.

                                          Avvocato Luigi Rimondi

I giudici amministrativi della prima sezione del Tar Palermo, presidente Salvatore Veneziano, hanno accolto il ricorso presentato da quattro concessionari di area demaniale e annullato il regolamento per l’applicazione del canone unico patrimoniale (Cup) del Comune di Palermo che ha sostituito la Tosap, i canoni per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta sulla pubblicità ed i diritti di affissione e i soldi richiesti che erano di un importo otto volte superiori agli oneri richiesti in passato.

I concessionari assistiti dall’avvocato Luigi Raimondi hanno contestato le nuove richieste dell’amministrazione comunale imponendo un’adeguata istruttoria al fine di mantenere il gettito complessivo derivante da questo canone pari a quello ottenuto dalle imposte che sostituisce.

Il consiglio comunale aveva modificato le tabelle, ma senza l’istruttoria erano state inviate ai concessionari nuove richieste di pagamento relative alle annualità 2024 e 2025. Anche queste superiori al gettito passato. I giudici hanno ribadito che il Comune non può determinare il Cup in modo arbitrario, ma deve rispettare il principio dell’invarianza del gettito che impedisce aumenti non giustificati rispetto agli introiti precedenti. Il Tar ha quindi annullato tutte le delibere e gli atti applicativi impugnati, condannando il Comune di Palermo al pagamento delle spese di giudizio.