Rapinatori scatenati a Palermo. Questa mattina sono state prese di mira tre farmacie. Il primo colpo in via Gustavo Roccella alla farmacia Calì. Qui due giovani a volto coperto e armati di un cacciavite hanno portato via l’incasso. L’importo è ancora da quantificare.

Stessa scena nella farmacia Consiglio in via Pitrè. Anche qui due giovani armati di cacciavite sono entrati e hanno minacciato il titolare ma senza riuscire a farsi consegnare l’incasso. E’ stata la reazione di un impiegato a metterli in fuga.

L’ultimo colpo in piazza Uditore alla farmacia Borsellino. Ancora due giovani armati di cacciavite sono entrati e, minacciando il personale che si trovava dietro al bancone, hanno portato via il cassetto del registratore di cassa. Il titolare ha cercato di inseguirli ma senza raggiungerli.

In tutte i casi i rapinatori sono fuggiti a bordo di un ciclomotore. Indaga la polizia.

Ieri sera due rapinatori erano  entrati in azione nella farmacia Pennino del dottore Licia di via Ettore Arculeo nel quartiere Zisa.

Due giovani incappucciati e coperti con degli scaldacollo sul viso per non farsi riconoscere hanno fatto irruzione. Uno era armato di coltello e minacciava la farmacista mentre l’altro svuotava la cassa. Il bottino è da quantificare.

L’8 marzo altri due colpi a due farmacie palermitane. Il primo è stata una tentata rapina alla farmacia La Rizza di viale Piazza Armerina. Un uomo tra i 25 e i 30 anni a volto scoperto è entrato e ha fatto capire di essere armato. Ma l’impiegato della farmacia ha reagito e lo ha messo in fuga.

In via Leonardo da Vinci intorno alle 19,30 un giovane rapinatore è entrato a volto scoperto nella farmacia Virga, anche in questo caso lasciando credere ai dipendenti di avere un’arma in tasca. Ma è andato via con un magro bottino: solo 50 euro. Sempre la farmacia Virga il 18 febbraio era stata rapinata da una banda di malviventi armati di coltello. La banda è fuggita, con il contenuto della cassa, a bordo di un’auto. Un’altra rapina ai danni della Farmacia Virga risale allo scorso novembre. In tre a volto coperto erano entrati nell’esercizio commerciale armati di taglierino. Anche allora i rapinatori si erano fatti consegnare dai dipendenti l’incasso.