I carabinieri di Ragusa hanno denunciato quattro persone per un furto in un centro commerciale e per una truffa per evitare una multa.
Furto sventato in un centro commerciale
Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla sono intervenuti presso un esercizio commerciale a seguito di una segnalazione degli addetti alla sicurezza.
Due giovani, un tunisino di 23 anni e un egiziano di 20 anni, entrambi residenti nel capoluogo, erano stati notati mentre nascondevano merce negli zaini e sotto i vestiti. Accortisi di essere osservati, i due hanno tentato di simulare la restituzione della refurtiva al direttore del negozio per evitare guai, cercando poi di allontanarsi rapidamente. Tuttavia, la pattuglia giunta sul posto li ha intercettati e perquisiti proprio mentre varcavano l’uscita. Addosso avevano ancora materiale sottratto per un valore di alcune centinaia di euro, motivo per cui sono stati denunciati per furto aggravato.
Il falso certificato medico per evitare la multa
Un episodio singolare è emerso durante un controllo stradale effettuato dalla Sezione Radiomobile. Un ragusano di 52 anni, fermato dopo una manovra spericolata, è stato sanzionato perché non indossava le cinture di sicurezza. L’uomo ha reagito con veemenza, sostenendo di possedere un’esenzione medica per motivi di salute. Il mattino seguente, l’automobilista si è presentato in caserma con un certificato apparentemente rilasciato da un medico operante in Puglia. La documentazione ha però insospettito i militari che, dopo un rapido incrocio di dati con i colleghi pugliesi, hanno accertato la falsità del modulo. Per l’uomo è scattata la denuncia per falso materiale in atto pubblico, reato che prevede una pena fino a due anni di reclusione.
Rifiuto di generalità durante i controlli notturni
L’ultima operazione si è svolta nel cuore della notte, quando una donna di 46 anni, di origini campane, è stata sottoposta a controllo a seguito di una segnalazione giunta al 112. La donna si è opposta con fermezza alle richieste dei militari della Sezione Radiomobile, rifiutandosi di fornire le proprie generalità. Tale condotta ha portato all’inevitabile denuncia per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale. Come previsto dalla legge, la responsabilità penale dei soggetti coinvolti resterà al vaglio della magistratura fino al giudizio definitivo.






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