Il piano casa torna al centro dell’agenda del governo. Lo ha detto il presidente nazionale dell’Ance, Antonio Ciucci, a margine delle celebrazioni per i 70 anni dell’associazione nazionale dei costruttori edili, in corso al Castello Maniace di Siracusa.

“Finalmente dopo tanti anni si ricomincia a parlare della casa: la casa accessibile, la casa vivibile, la casa sicura per gli italiani”, ha detto Ciucci, annunciando che l’Ance è pronta a presentare all’esecutivo “delle proposte al governo migliorative del piano che esiste”.

Riqualificazione e nuovi criteri ambientali

Per il presidente dell’Ance la priorità è dare “risposta al fabbisogno abitativo che esiste” attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e l’efficientamento degli edifici. “Il cambiamento climatico, l’estate caldissima che c’è stata ci ricordano che indipendentemente da quello che dice l’Europa è una necessità per i cittadini italiani avere delle case vivibili”, ha aggiunto.

Il nodo superbonus

Ciucci non evita il tema più controverso degli ultimi anni, il superbonus: “Era un ottimo principio, un ottimo ragionamento, un’applicazione non buona. Dobbiamo ripartire da là, pensando a cosa si è sbagliato, correggerlo, ma soprattutto fare un piano pluriennale, decennale per poter riqualificare il nostro patrimonio immobiliare”. Un patrimonio che, ha ricordato, “consuma la gran parte, circa il 46% dell’energia italiana”.

Costruire e rigenerare

Sul fronte delle nuove costruzioni, il presidente Ance è netto: “Le case bisogna costruirle, ma soprattutto bisogna rigenerare i tessuti costruiti”. Un obiettivo, ha spiegato, oggi frenato dall’assenza di norme adeguate: “Servono regole che purtroppo non abbiamo, siamo vincolati a legislazioni antiche degli anni 40 e degli anni 60, quindi servono nuove norme, servono anche risorse perché sappiamo che demolire e ricostruire è un processo costoso”. Senza “dei contributi anche sotto forma di leva fiscale”, ha avvertito, “non saremo in grado di traguardare questo obiettivo”.

Il peso economico del settore e l’emergenza caro materiali

Ciucci ha rivendicato il ruolo delle costruzioni nell’economia nazionale, citando “il 12% del PIL, 1.700.000 occupati” e sottolineando che “abbiamo performato il PNRR”, a dimostrazione che le imprese hanno risposto. Ora, però, secondo il presidente Ance “non devono essere lasciate sole, abbandonate ma soprattutto gli va data una risposta immediata al caro materiale”.

Ciucci ha ricordato che dal 2022, per effetto della guerra russo-ucraina, i costi dei materiali da costruzione sono aumentati, spingendo il governo a introdurre misure speciali di sostegno alle imprese. Misure che, però, non hanno ancora prodotto risultati concreti: “Purtroppo queste misure speciali a oggi non hanno ancora visto il materiale incasso da parte delle imprese”. Secondo le stime di Ciucci si tratta di “circa 2 miliardi” per il biennio 2024-2025 e di “un altro 1 miliardo e 800 milioni” per il 2026. “È evidente che senza questa finanza le imprese non potranno traguardare il futuro e le grandi sfide come la casa”, ha concluso.