Anche il Siracusano ha pagato un prezzo altissimo al passaggio del ciclone “Harry”, ma senza ricevere la stessa attenzione istituzionale riservata ad altri territori siciliani. È il messaggio, chiaro e preoccupato, che arriva dal presidente del Libero Consorzio comunale di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa, che ha scritto al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per rappresentare l’entità dei danni provocati dagli eventi meteorologici eccezionali del 19, 20 e 21 gennaio.

Una lettera che nasce anche da un sentimento di amarezza: mentre Schifani ha effettuato visite ufficiali nelle province di Catania e Messina, duramente colpite dal maltempo, il Siracusano – anch’esso devastato – è rimasto fuori dal perimetro dell’attenzione diretta del governo regionale.

“Il nostro territorio ha subito ingenti danni”

Nel documento inviato alla Presidenza della Regione, Giansiracusa richiama l’attenzione sui danni rilevanti subiti dal patrimonio pubblico e privato, dalle infrastrutture strategiche, dalla fascia costiera, dai centri abitati e dal tessuto economico locale. Un’emergenza affrontata, sottolinea il presidente del Libero Consorzio, grazie alla sinergia tra Comuni, strutture provinciali di Protezione civile, associazioni di volontariato e forze dell’ordine, con il coordinamento costante della Prefettura.

Ma lo sforzo degli enti locali non basta di fronte a un evento di questa portata. Ed è proprio per questo che Giansiracusa ha chiesto al presidente Schifani di visitare anche la provincia di Siracusa, per «constatare direttamente l’entità dei danni e valutare, insieme alle istituzioni del territorio, le misure necessarie per il ripristino e la messa in sicurezza».

Viabilità provinciale al collasso: 20 milioni di danni

Il fronte più critico è quello della viabilità. Secondo i dati del Libero Consorzio comunale, i danni alla rete stradale provinciale ammontano a circa 20 milioni di euro. Smottamenti, frane, cedimenti della carreggiata e dissesti idrogeologici hanno compromesso numerosi assi di collegamento, mettendo a rischio la continuità dei collegamenti tra i Comuni e tra questi e il capoluogo.

Una situazione che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, soprattutto per chi deve raggiungere i luoghi di lavoro, le scuole o gli ospedali, e che penalizza fortemente le imprese, già provate dall’isolamento geografico e dall’aumento dei costi legati alle distanze e ai trasporti. Per non parlare dei gravi danni alla costa, al punto che la Cna, in merito alla situazione dei proprietari di stabilimenti balneari, ha parlato di oltre 6 milioni di euro complessivi.

Danni diffusi in tutta la provincia

Attingendo alle prime ricognizioni istituzionali effettuate da Comuni, Protezione civile e strutture tecniche, la stima complessiva dei danni provocati dal maltempo sull’intera provincia di Siracusa – includendo infrastrutture, viabilità, patrimonio pubblico, attività produttive e aree costiere – si colloca nell’ordine di diverse decine di milioni di euro. Una cifra destinata a crescere con il completamento dei sopralluoghi e delle relazioni tecniche.

Un quadro che rende evidente come il ciclone “Harry” non abbia colpito in modo selettivo, ma abbia investito l’intero Sud-Est siciliano, lasciando dietro di sé ferite profonde anche nel Siracusano.

L’appello: “Stessa attenzione per tutti i territori”

«È fondamentale – sottolinea Giansiracusa – che tutti i territori colpiti vengano attenzionati con lo stesso livello di cura e responsabilità». Un appello che richiama alla necessità di una collaborazione istituzionale reale, capace di mettere al centro la sicurezza delle comunità e il diritto a infrastrutture funzionali.

Il rischio, avverte il presidente del Libero Consorzio, è che senza un intervento tempestivo e risorse adeguate la provincia di Siracusa resti schiacciata tra emergenze ricorrenti e risposte insufficienti. Un territorio che chiede di non essere dimenticato.