La caduta di Rosario Lo Faro, abbattuto da una mozione di sfiducia firmata dal suo stesso ex alleato Mpa-Grande Sicilia e votata trasversalmente da Fdi, Forza Italia e, con un solo consigliere, dal Pd, ha aperto una partita che il centrosinistra lentinese ha scelto di giocare d’anticipo. Con un nome, un progetto e una logica politica che va ben oltre i confini della città.
Il caso Lo Faro e la scelta di Pupillo
C’è una certa ironia nella parabola di Rosario Lo Faro: eletto sindaco con i voti di Pd e M5S, ha poi scelto di salire su un altro carro, quello del centrodestra, che alla fine lo ha fatto scendere, con il Mpa-Grande Sicilia a guidare la fronda e le altre forze, Fdi e Forza Italia, a completare l’opera. Il Pd ha partecipato alla sfiducia, ma con un solo consigliere: un ruolo marginale, più da testimone che da protagonista della caduta.
Eppure è il partito che ora guida la ricostruzione, portando in campo Enzo Pupillo, democrat di lungo corso, già assessore e vicesindaco, figura con un radicamento nel territorio che gli alleati hanno riconosciuto senza eccessivi strappi. A indicarlo sono stati Claudia Saccà per il Pd, Maria Cunsolo per il M5S, Alberto Commendatore per Sinistra Futura e Leandro Di Mari per Sinistra Italiana-AVS. L’accordo è arrivato in fretta, quasi senza trattativa. E non è un caso.
Lo schema Augusta-Lentini
Per capire la velocità dell’intesa bisogna guardare ad Augusta, dove si voterà nelle stesse date del 24 e 25 maggio. Poco più di un mese fa, M5S e AVS bruciarono sul tempo il Pd candidando Salvo Pancari a sindaco, lasciando sostanzialmente fuori l’ex primo cittadino Pippo Gulino, su cui i democratici lavoravano da settimane. Il Pd augustano ha dovuto poi adeguarsi e abbracciare Pancari.
A Lentini i rapporti di forza si sono invertiti: il candidato è del Pd, e gli alleati hanno detto sì senza resistenze. Una geometria che sa di compensazione reciproca, un equilibrio cercato e trovato su due fronti simultaneamente. Il campo largo, insomma, si costruisce anche così: un passo indietro qui, un passo avanti là.
L’asse con Carlentini e il sogno della roccaforte rossa
La partita, però, non si chiude nei confini di Lentini. Il centrosinistra guarda con ambizione a Carlentini, dove governa il sindaco dem Giuseppe Stefio, nome che circola con insistenza in vista delle prossime regionali. L’obiettivo dichiarato è costruire una sinergia stabile tra le due città, “una reale difesa del territorio”, recita la dichiarazione congiunta, che si traduca in un asse progressista solido nel Siracusano. Una piccola roccaforte rossa, se il progetto reggesse, capace di pesare anche oltre il livello comunale.
A Pupillo è stato affidato il compito di allargare il perimetro della coalizione, definire un programma credibile e ricostruire quel rapporto logorato tra cittadini e istituzioni.
Il centrodestra cerca ancora se stesso
Mentre il centrosinistra ha già la sua squadra e la sua rotta, dall’altra parte il centrodestra lentinese è ancora alla ricerca di una sintesi. Le stesse forze che hanno siglato la mozione di sfiducia contro Lo Faro, accomunate più dall’obiettivo di farlo cadere che da un progetto condiviso, devono ora trovare un candidato e, prima ancora, un’identità di coalizione. Non è poco. E il tempo stringe: il 24 e 25 maggio sono dietro l’angolo.






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