Non c’è tregua per le istituzioni scolastiche e sportive di Siracusa. Nella notte appena trascorsa, un nuovo raid vandalico ha colpito l’Istituto comprensivo “Salvatore Raiti”, nel plesso di via Pordenone. Malviventi si sono introdotti all’interno della struttura puntando direttamente al cuore amministrativo della scuola: gli uffici della segreteria e della dirigenza scolastica.

Il bilancio

Mobili a soqquadro, documenti sparsi e attrezzature danneggiate: un bilancio che va ben oltre il semplice furto, configurandosi come l’ennesimo sfregio gratuito a un presidio di educazione e legalità. Il caso è stato segnalato alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini: si sta cercando di recuperare elementi utili dalle telecamere di sorveglianza della zona.

 Una “striscia” di violenza senza fine

L’episodio di via Pordenone non è che l’ultimo tassello di un mosaico di inciviltà che sta martoriando la città nelle ultime settimane. Solo pochi giorni fa, l’allarme era scattato all’istituto “Martoglio”, dove la preside era arrivata a dichiarare provocatoriamente di voler “dormire a scuola” pur di difendere le mura del proprio istituto dai continui attacchi. Un grido di dolore, quello della dirigente, che evidenziava la fragilità di edifici spesso privi di difese adeguate contro chi vede nella scuola un nemico o, peggio, un parco giochi per la distruzione.

Non solo scuole: nel mirino anche lo sport

Ma la deriva vandalica a Siracusa non risparmia nessuno spazio pubblico. Recentemente, si sono registrati danneggiamenti anche al Campo scuola “Di Natale” e alla relativa palestra. Un’escalation che sembra seguire un copione preciso: colpire i luoghi dell’aggregazione e della crescita sociale.

Il nodo sicurezza

L’attacco al Raiti riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla protezione degli edifici pubblici. Da un lato c’è l’urgenza di potenziare i sistemi di videosorveglianza, spesso invocati dai dirigenti scolastici come unico deterrente efficace; dall’altro emerge una questione sociale profonda che interroga l’intera comunità siracusana.

Mentre le segreterie dell’istituto di via Pordenone cercano di tornare faticosamente alla normalità tra i detriti, resta l’amarezza per una città che sembra trovarsi sotto l’assedio di una criminalità spicciola ma devastante, capace di compromettere il diritto allo studio e alla fruizione degli spazi comuni. Le indagini ora proseguono a ritmo serrato: l’obiettivo è dare un volto a chi, notte dopo notte, sta provando a mettere in ginocchio il futuro di Siracusa.