Un proiettile lasciato sul cruscotto dell’auto. Un messaggio chiaro, inquietante, che irrompe nel pieno della crisi politica che sta scuotendo la città di Lentini. A trovarlo, questa mattina, è stato il consigliere comunale Giuseppe Vasta, capogruppo del Mpa–Grande Sicilia e tra i firmatari delle mozioni di sfiducia contro il sindaco.

La scoperta 

La scoperta è avvenuta al risveglio. Il consigliere ha trovato il proiettile all’interno della propria vettura e, accompagnato dal proprio avvocato, si è subito recato dalle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto. Un gesto che gli investigatori considerano un possibile atto intimidatorio arrivato in una fase estremamente delicata della vita amministrativa cittadina.

La crisi politica 

Lentini è infatti attraversata da una pesante crisi politica. Il sindaco è riuscito a superare una prima mozione di sfiducia, ma nei prossimi giorni l’aula consiliare sarà chiamata a esprimersi su un nuovo tentativo di sfiducia. Tra i firmatari delle iniziative che puntano a far cadere l’amministrazione figura proprio Vasta.

I franchi tiratori 

Il clima è diventato sempre più teso anche all’interno dello stesso Mpa–Grande Sicilia. Dopo il primo voto sulla sfiducia, i vertici provinciali del movimento hanno espulso i consiglieri accusati di essere stati i “franchi tiratori” che hanno fatto mancare i numeri necessari per mandare a casa il sindaco.

La solidarietà 

A esprimere solidarietà al consigliere è stato il commissario cittadino del movimento, Enzo Reale. «Esprimo piena solidarietà a Giuseppe Vasta – afferma – che questa mattina ha trovato un proiettile sul cruscotto della propria automobile. Si tratta di un episodio gravissimo e inquietante».

Reale conferma che il consigliere, insieme al proprio legale, ha già presentato denuncia alle autorità competenti. «Sono evidenti le pressioni – aggiunge – e appare sempre più chiaro che il clima di tensione che si vive a Lentini sia degenerato».

La lettura del messaggio 

Secondo il commissario cittadino, l’episodio potrebbe rappresentare un tentativo di intimidazione nei confronti di chi ha sostenuto la sfiducia. «La sensazione è che ci si trovi davanti a un’ulteriore pressione per scoraggiare chi ha firmato la mozione. È il clima che oggi si respira in città».

Sull’episodio è stata aperta un’indagine dalla Procura di Siracusa. Gli investigatori stanno passando al vaglio diversi filoni investigativi, tra cui anche l’attività politica del consigliere e il contesto di forte tensione che caratterizza in queste settimane la vita amministrativa della città.

«Confido nel lavoro delle forze dell’ordine – conclude Reale – affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Di fronte a fatti del genere non può esserci alcuna sottovalutazione: la violenza e l’intimidazione non possono trovare spazio nella vita democratica».