Un decreto del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, firmato il 26 marzo 2026, ha autorizzato lo svolgimento di attività di volo militare a vista diurna, il cosiddetto VFR, con aeromobili fino alla categoria AW-139 nell’area del Distaccamento dell’Aeronautica Militare di Siracusa, l’ex idroscalo di via Elorina a Siracusa. Una decisione silenziosa, adottata senza alcun coinvolgimento delle istituzioni locali e della cittadinanza, che ha acceso i riflettori su un’area da anni al centro di un braccio di ferro tra chi ne chiede la restituzione alla collettività e chi, invece, sembra orientarla verso un uso militare sempre più strutturato.
L’interpellanza di Scerra
A sollevare il caso è il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, che ha depositato una nuova interpellanza parlamentare definendo il provvedimento “un campanello d’allarme”. “Da anni chiediamo chiarimenti sul futuro dell’ex idroscalo, che doveva essere restituito alla collettività per progetti di sviluppo civile, come la realizzazione di un waterfront — denuncia Scerra —. Invece si va nella direzione opposta”. Il parlamentare punta il dito contro la progressiva militarizzazione di un’area che si trova nel cuore della città, a ridosso di un contesto urbano e turistico di pregio, con evidenti criticità legate alla sicurezza e alla viabilità.
Ma la vicenda dell’ex idroscalo di Siracusa non può essere letta in modo isolato. Si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il ruolo della Sicilia — e delle sue infrastrutture militari — nel contesto della grave escalation militare tra Stati Uniti e Israele da un lato, e Iran dall’altro, che ha segnato i primi mesi del 2026.
Sigonella, cuore operativo della NATO nel Mediterraneo
A circa 50 chilometri da Siracusa, la base NATO di Sigonella è da mesi al centro dell’attenzione internazionale. Dalla struttura, posta in stato di allerta “Alfa Plus” da marzo 2026, sono decollati droni militari americani come il Global Hawk e il Triton per missioni di ricognizione sul Medio Oriente, inclusi siti iraniani come Isfahan. La base ha svolto anche funzioni logistiche, con velivoli cargo impiegati per rifornimenti a supporto delle operazioni statunitensi nella regione. A Niscemi, nelle vicinanze, il sistema MUOS garantisce le comunicazioni militari USA su scala globale.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha cercato di tracciare una linea netta: il 6 aprile, nel corso di un’informativa alla Camera dei Deputati, ha ribadito che l’Italia è alleata ma non subordinata, e che nessuna autorizzazione formale è stata concessa per l’utilizzo delle basi italiane da parte di bombardieri strategici americani B-52 per operazioni offensive. “Non siamo in guerra”, ha dichiarato Crosetto, richiamando il rispetto degli accordi NATO. Parole che, tuttavia, non hanno dissipato le preoccupazioni di una parte del mondo politico e della società civile.
È in questo contesto che le autorizzazioni per i voli militari sull’ex idroscalo di Siracusa sollevano interrogativi sul reale orientamento strategico dell’area. “Considerando le tensioni internazionali — sottolinea Scerra — c’è il rischio concreto che scelte di questo tipo possano esporre il territorio a rischi ulteriori. La Sicilia non può diventare un avamposto militare. Trasformare l’ex idroscalo in una base operativa significa compromettere la sicurezza dei cittadini e danneggiare l’economia locale”.
Il M5S in piazza a Sigonella l’11 aprile
La posizione del Movimento 5 Stelle è netta. Il coordinatore regionale Nuccio Di Paola ha annunciato l’adesione del partito alla manifestazione in programma sabato 11 aprile davanti all’ingresso della base di Sigonella, nel Catanese, organizzata dal Pd. “La Sicilia è e deve rimanere terra di pace — afferma Di Paola —. Non possiamo tollerare che la nostra Isola possa avere un ruolo, anche solo logistico, per operazioni militari che violano palesemente il diritto internazionale e che producono morte e distruzione”.
Sul fronte della politica estera, Di Paola attacca direttamente l’esecutivo: “I balbettii del governo italiano sulla politica internazionale hanno portato il nostro Paese a rischiare una crisi energetica senza precedenti”. Una dichiarazione dai toni duri, con cui il coordinatore regionale del M5S aggiunge: “Non possono essere i siciliani e gli italiani a pagare l’incapacità del governo regionale e nazionale”. Il sit-in di sabato sarà l’occasione per ribadire, secondo il Movimento, “il fermo no alla guerra che Israele e Stati Uniti hanno avviato contro l’Iran e il Libano”.
Intanto, su Siracusa, Scerra pretende risposte dal Ministero della Difesa: “Chiediamo di rivedere questa decisione e di restituire finalmente l’area alla città, come l’opinione pubblica locale chiede a gran voce”.






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