I Carabinieri della Stazione di Marsala hanno messo fine a una lunga sequenza di reati predatori che avevano scosso il centro abitato negli ultimi mesi. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale lilibetano, i militari hanno rintracciato e tratto in arresto un uomo di 32 anni, di origini palermitane ma residente a Marsala, ritenuto responsabile di numerosi episodi criminosi.

Un’indagine lunga otto mesi tra furti e frodi

Il provvedimento restrittivo è il coronamento di un’articolata attività investigativa avviata dai Carabinieri a seguito di una serie reiterata di reati commessi tra maggio e dicembre dello scorso anno. Il raggio d’azione del trentaduenne era vasto e variegato: l’uomo è accusato di furti aggravati su autovetture in sosta, furti all’interno di attività commerciali e persino nei cantieri edili della zona. Tra gli episodi contestati figurano anche l’utilizzo fraudolento di mezzi di pagamento elettronico, sottratti alle vittime, e alcuni furti aggravati commessi all’interno degli uffici cimiteriali comunali.

La svolta grazie alla videosorveglianza

La complessa attività d’indagine si è avvalsa di strumenti tecnologici e testimonianze dirette. I militari dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore grazie a una minuziosa analisi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza sparsi nel centro urbano. L’incrocio dei dati visivi con l’escussione di diverse persone informate sui fatti ha permesso di cristallizzare il quadro probatorio a carico del trentaduenne, portando l’Autorità Giudiziaria a emettere la misura cautelare.

Disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico

Dopo le formalità di rito e l’arresto, l’uomo è stato trasferito presso la propria abitazione. Come disposto dal Giudice per le indagini preliminari, il trentaduenne dovrà permanere agli arresti domiciliari, con l’ulteriore prescrizione dell’applicazione del braccialetto per la sorveglianza elettronica, al fine di garantire il rigoroso rispetto della misura restrittiva in attesa del processo.