L’Unione Europea fa un nuovo passo verso l’indipendenza energetica dalla Russia. Con l’approvazione del 19° pacchetto di sanzioni contro Mosca, Bruxelles introduce una misura attesa da tempo: dal 2027 sarà vietata l’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) russo.

Una svolta simbolica ed energetica

Il pacchetto, approvato sotto la presidenza danese del Consiglio dell’Unione europea, è stato salutato con parole nette dal ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen:
“Oggi è un giorno positivo per l’Europa e l’Ucraina”, ha dichiarato. “È estremamente positivo aver raggiunto un accordo sul 19esimo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia. Introdurrà nuove e complete misure su petrolio e gas, sulla flotta ombra e sul settore finanziario russo. Una delle iniziative è il divieto di importazione di gas naturale liquefatto, che rappresenta un passo importante verso la completa eliminazione graduale dell’energia russa dall’Ue”

Secondo Rasmussen, le misure economiche stanno “danneggiando l’economia russa” e rendono “sempre più difficile per Mosca finanziare la sua guerra di aggressione illegale contro l’Ucraina”.

Il commento del Parlamento europeo

Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha sottolineato la portata politica e strategica del provvedimento:
“Continuiamo a mantenere la pressione sulla Russia. L’adozione del diciannovesimo pacchetto di sanzioni dell’Ue è un altro passo fondamentale nel nostro percorso di allontanamento dai combustibili fossili russi. Dobbiamo garantire che l’impatto delle sanzioni sia massimo e che tutte le scappatoie vengano chiuse. Non si tratta solo di sostenere l’Ucraina. Si tratta della nostra sicurezza collettiva”.

Zelensky: “Un segnale per il mondo”

Dal fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha accolto positivamente la notizia, definendola “molto importante per l’Ucraina”. Parlando ai margini del Consiglio Europeo, ha aggiunto:
“È un segnale per altri Paesi del mondo, si possono aggiungere”. Per Kyiv, ogni sanzione aggiuntiva rappresenta un passo verso l’isolamento economico e diplomatico della Russia e una leva per riequilibrare i rapporti sul campo di battaglia.

Tajani: “Serve un ruolo attivo della Cina”

Sul tema si è espresso anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, durante il pre-vertice del Partito Popolare Europeo:
“Bisogna vedere cosa fanno i russi, mi pare che non vogliano porre fine alla guerra. Credo che sia giusto anche sollecitare la Cina, come dicono gli Stati Uniti, perché ha grande influenza sulla Federazione russa. Se vuole, la Cina può svolgere un ruolo non secondario per ridurre la tensione. Intanto bisogna andare avanti con le sanzioni, sia europee che americane, sperando che Putin venga a più miti consigli”.

Sanzioni anche dagli Stati Uniti

Parallelamente all’azione dell’Unione europea, anche gli Stati Uniti hanno annunciato un inasprimento delle sanzioni contro Mosca, con particolare attenzione al settore energetico. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato:
“Il presidente è deluso. Putin non è stato onesto con lui. Queste saranno tra le sanzioni più ingenti che abbiamo mai imposto alla Russia, non saranno tariffe secondarie”. Secondo Bessent, l’obiettivo è ridurre “i fondi che alimentano la macchina da guerra di Mosca”, colpendo direttamente colossi come Lukoil e Rosneft.

Trump rilancia la linea dura

Il presidente americano Donald Trump, tornato al centro della scena internazionale, ha sostenuto le nuove misure:
“È il momento giusto per imporre ulteriori sanzioni. Abbiamo atteso a lungo, pensavo avremmo fatto prima che in Medio Oriente”. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il prezzo del petrolio WTI è salito del 2,5% arrivando a 60 dollari al barile, mentre il Brent ha toccato i 63 dollari.

L’offensiva del Congresso USA

Le misure annunciate da Bessent si inseriscono in un quadro più ampio di iniziative legislative promosse dal Congresso statunitense.
La Commissione Esteri del Senato ha approvato tre mozioni significative:

  • Sanzioni economiche alla Cina per il presunto sostegno all’industria bellica russa.
  • Trasferimento degli asset congelati russi detenuti negli USA.
  • Designazione della Russia come Stato sponsor del terrorismo, un passo mai compiuto finora da nessuna Amministrazione.

Capitolo militare: più libertà d’azione a Kyiv

Infine, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Amministrazione Trump avrebbe allentato le restrizioni all’uso di missili a medio e lungo raggio da parte dell’Ucraina, autorizzando in via ufficiosa l’utilizzo di Storm Shadow britannici. Questi armamenti sarebbero già stati impiegati per colpire un impianto di esplosivi a Bryansk, in territorio russo. Nessuna conferma ufficiale dalla Casa Bianca, che anzi ha etichettato le indiscrezioni come “fake news”.

FAQ – Domande frequenti

Cosa prevede il 19° pacchetto di sanzioni UE contro la Russia?
Include misure su petrolio, gas, settore finanziario e soprattutto il divieto di importazione di GNL russo dal 2027.

Che effetto hanno avuto le sanzioni sull’economia russa?
Secondo i leader europei, le sanzioni stanno indebolendo l’economia russa e limitano la capacità di Mosca di finanziare la guerra.

Gli Stati Uniti stanno adottando nuove sanzioni?
Sì, anche Washington ha annunciato misure più dure, colpendo le principali aziende petrolifere russe.

La Cina potrebbe influenzare la Russia?
Sì, secondo Tajani e gli Stati Uniti, la Cina ha un ruolo strategico e può contribuire a ridurre la tensione.

Ci sono novità sul piano militare in Ucraina?
Secondo alcuni media americani, l’Amministrazione Trump avrebbe consentito l’uso di missili occidentali su obiettivi russi.