A Crans-Montana, in Svizzera, una notte di festa si è trasformata in uno degli incendi più gravi mai avvenuti in una località turistica alpina.

L’incendio è scoppiato intorno all’1.30 di notte, ora locale, nel seminterrato del locale Le Constellation, situato nel centro della rinomata località sciistica. Il bilancio provvisorio parla di almeno 47 morti e 115 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime.

Le fiamme si sono propagate in pochi istanti, trasformando il club sotterraneo in una trappola mortale per centinaia di giovani che stavano festeggiando la notte di Capodanno.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato innescato da scintille decorative inserite in bottiglie di champagne, utilizzate come parte dello spettacolo durante il servizio ai tavoli.

La rapidità con cui il fuoco ha avvolto il soffitto e l’assenza di vie di fuga adeguate hanno reso impossibile una evacuazione ordinata.

Il locale e i suoi proprietari

Le Constellation era uno dei locali più frequentati di Crans-Montana. Aperto nel dicembre 2015, disponeva di una terrazza al piano superiore e di un club sotterraneo con DJ e musica dal vivo. Il bar era noto per la sua atmosfera elegante e festosa. Sul sito ufficiale della località veniva descritto come uno “spazio elegante”, frequentato da una clientela internazionale, giovane e benestante.

Una particolarità del locale era l’accesso consentito anche ai ragazzi dai 16 anni in su, una soglia più bassa rispetto alla maggior parte dei locali notturni.

I proprietari sono Jacques Moretti, 49 anni, e la moglie Jessica Moretti, 40 anni, coppia francese originaria della Corsica, considerata influente nel settore dell’ospitalità svizzera. La coppia ha un figlio piccolo e aveva deciso di investire a Crans-Montana dopo una vacanza nel 2011. L’edificio che ospitava Le Constellation era stato in precedenza abbandonato. Jacques Moretti aveva raccontato a un quotidiano locale di aver svolto personalmente gran parte dei lavori di ristrutturazione nel corso di sei mesi.

Un seminterrato definito “una tragedia annunciata”

Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il seminterrato del locale potesse rappresentare un pericolo strutturale già prima dell’incendio. Il club sotterraneo aveva una sola scala di uscita, stretta e ripida. Secondo le prime ipotesi, molte vittime sarebbero morte schiacciate nella calca mentre cercavano di raggiungere l’unica via di fuga. Il fuoco si è sviluppato in uno spazio chiuso e affollato, rendendo l’aria irrespirabile in pochi secondi.

Gli inquirenti stanno analizzando anche i materiali presenti all’interno del locale:

  • arredi in legno;
  • pannelli lignei sulle pareti;
  • materiale isolante di tipo schiumoso sul soffitto.

Tutti elementi che potrebbero aver favorito la rapidissima propagazione delle fiamme.

La dinamica: scintille, soffitto in fiamme ed esplosioni

Numerosi testimoni raccontano che l’incendio sarebbe iniziato quando una cameriera ha portato in sala una bottiglia con una scintilla accesa. Il contatto tra la scintilla e il soffitto avrebbe causato l’immediata accensione dei materiali sovrastanti. Le autorità parlano di un “flashover”, un fenomeno che porta all’accensione simultanea di tutte le superfici infiammabili presenti in un ambiente, spesso accompagnato da una o più esplosioni. Le fiamme si sono estese in modo istantaneo, lasciando pochissimo tempo per reagire.

Resta ora da chiarire se l’uso di scintille decorative fosse compatibile con le norme di sicurezza in un locale chiuso.

Le testimonianze dei sopravvissuti

Le testimonianze raccolte nelle ore successive descrivono scene di puro terrore. Un diciottenne, Rayan Guiren, ha raccontato: “Molti genitori stanno cercando i loro figli”. Alexis, 18 anni, che si trovava all’esterno del locale, ha detto ai media locali: “Si vedevano le ombre. Le persone cercavano di rompere i vetri con le sedie del bar”. Un altro ragazzo ha spiegato: “Pensavo che mio fratello minore fosse dentro, così sono entrato per aiutare la gente a uscire”.

Parlando alla BBC, il giovane ha ricordato: “Ho visto persone che bruciavano dalla testa ai piedi, senza più vestiti. È stato scioccante. Frequentavo quel bar ogni giorno questa settimana, il giorno in cui non ci sono andato è bruciato”. Il fratello è rimasto illeso.

Un altro testimone, Alex, 21 anni, ha dichiarato: “Ho visto qualcuno in mutande, ustionato. L’odore era di gas e plastica fusa. È stato allora che ho capito che c’era qualcosa di terribilmente sbagliato”. A Sky News, Oscar, 19 anni, ha detto: “Era il panico totale. Le persone urlavano, battevano sui vetri. Sembrava un film dell’orrore”.

Le indagini ufficiali e il dolore della comunità

Il comandante della polizia del Canton Vallese, Frédéric Gisler, ha dichiarato che le autorità stanno lavorando per identificare le vittime e informare le famiglie, aggiungendo che la comunità è “devastata”.

La procuratrice generale del cantone, Beatrice Pilloud, ha precisato che è troppo presto per stabilire le cause definitive dell’incendio. Gli esperti non sono ancora potuti entrare all’interno della struttura. “Non c’è in nessun momento alcuna ipotesi di attentato”, ha affermato Pilloud.

Nel frattempo, i profili social del locale su Instagram e Facebook sono stati cancellati nelle ore successive alla tragedia, mentre le operazioni di soccorso erano ancora in corso.

Lo sapevi che…?

  • Il fenomeno del flashover può svilupparsi in meno di due minuti in ambienti chiusi.
  • I materiali isolanti sintetici possono rilasciare gas tossici prima ancora di prendere fuoco.
  • Le scale strette sono tra i principali fattori di rischio negli incendi in locali sotterranei.
  • Le scintille decorative sono vietate in molti Paesi all’interno di locali chiusi.
  • I club con accesso a minori hanno regole di sicurezza più stringenti in diverse nazioni europee.