L’aumento delle addizionali Irpef a Palermo non è un fatto già deciso. L’amministrazione comunale tenterà di disinnescare questi aumenti entro febbraio 2026 quindi è inopportuno allarmarsi. Questa, in sintesi, la reazione del sindaco di Pal3rmo Roberto Lagalla dopo che si è appreso della sua direttiva alla dirigente del settore tributi alla quale viene chiedi testualmente “senza indugio predisporre gli atti necessari all’incremento dell’addizionale IRPEF per l’anno 2026 di un ulteriore 0,374% siccome richiesto dal Ministero da sottoporre al Consiglio comunale. L’aliquota della addizionale per l’anno 2026 sarà dunque fissata nella misura del 1,404%”.
Il sindaco spegne l’allarme
“È doveroso fare chiarezza sull’Irpef 2026 per evitare inutili allarmismi che non giovano ai cittadini. L’Amministrazione comunale ha dovuto recepire entro il 31 dicembre i termini previsti dall’Accordo con lo Stato, un atto dovuto sul piano tecnico e normativo. Questo non significa affatto che l’aumento dell’addizionale Irpef sia oggi attivo o automaticamente applicato.
Il provvedimento dovrà infatti passare dal Consiglio comunale e, soprattutto, è attualmente in corso un’interlocuzione formale con i Ministeri dell’Economia e dell’Interno per riallineare l’aliquota al Piano di riequilibrio, che prevede livelli più bassi. Una trattativa concreta e già avviata, che contiamo di chiudere positivamente entro il 28 febbraio, anche tenendo conto che nelle ultime settimane del 2025 i Ministeri sono stati interamente assorbiti dalla Finanziaria nazionale”.
Nulla di certo e già deciso
“Gridare oggi “al lupo al lupo”, parlando di aumenti certi e già decisi, è quindi non solo scorretto ma profondamente irresponsabile. Si tratta di una narrazione strumentale, costruita per alimentare allarme e confusione, non per tutelare Palermo e i palermitani”.
Poi risponde agli attacchi delle opposizioni “A chi definisce questa amministrazione “la peggiore di sempre”, rispondo serenamente che, semmai, ci troviamo di fronte alla peggiore opposizione di sempre: un’opposizione che preferisce lo slogan alla verità dei fatti, la polemica preventiva al confronto serio, e che dimostra ancora una volta di non avere né il senso delle istituzioni né una reale alternativa da proporre per il futuro della città”.






Commenta con Facebook