Nelle prime ore di sabato, ore 7 in Italia, Washington ha colpito il Venezuela con un’operazione militare definita “su larga scala”. Poche ore dopo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il leader venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato e trasferito fuori dal Paese, insieme alla moglie. Un’azione notturna senza precedenti che ha scosso Caracas e acceso un nuovo fronte di tensione internazionale.
Un’operazione notturna annunciata da Trump sui social
L’annuncio è arrivato direttamente dai social. Trump ha comunicato gli sviluppi su Truth Social poco dopo le 4.30 del mattino ora della costa Est degli Stati Uniti. Nel messaggio, il presidente ha scritto che Maduro “è stato, insieme a sua moglie, catturato e portato fuori dal Paese. L’operazione è stata condotta in coordinamento con le forze di polizia statunitensi. Ulteriori dettagli seguiranno”.
La dichiarazione è stata pubblicata a poche ore dall’attacco militare. Trump ha inoltre fissato una conferenza stampa per la tarda mattinata di sabato. Al momento dell’annuncio, non sono stati forniti dettagli ufficiali sulle modalità della cattura né sulla destinazione finale di Maduro.
Esplosioni a Caracas e accuse di attacchi a obiettivi civili
Poco prima dell’annuncio, la capitale venezuelana è stata scossa da una serie di esplosioni. Almeno sette forti boati hanno risuonato nella notte mentre aerei militari volavano a bassa quota sopra Caracas. Il governo venezuelano ha immediatamente accusato gli Stati Uniti di aver colpito infrastrutture civili e militari. In una nota ufficiale, l’attacco è stato definito “un’aggressione imperialista”. Le autorità hanno invitato la popolazione a scendere in strada in segno di protesta.
Non è stato subito chiaro chi stesse governando il Paese nelle ore successive all’operazione. Anche l’esatta posizione di Maduro è rimasta incerta per diverse ore dopo l’annuncio statunitense.
Caos e paura tra i cittadini: “Il terreno tremava”
Le esplosioni hanno spinto molte persone a uscire di casa. Alcuni hanno cercato riparo, altri hanno documentato quanto stava accadendo sui social network. “Il terreno tremava. È stato terribile. Abbiamo sentito esplosioni e aerei”, ha raccontato Carmen Hidalgo, 21 anni, impiegata, incontrata mentre tornava a casa con due familiari dopo una festa di compleanno. “Sembrava che l’aria ci colpisse addosso”.
In alcune zone della città, gruppi armati e membri di milizie civili fedeli al governo sono scesi in strada. In altri quartieri, invece, le vie sono rimaste deserte per ore. Diverse aree di Caracas sono rimaste senza elettricità, anche se il traffico veicolare non si è completamente fermato.
Video verificati e infrastrutture militari colpite
Filmati provenienti da Caracas e da una località costiera non identificata mostrano traccianti luminosi e nuvole di fumo nel cielo notturno, illuminate da esplosioni ripetute. Altri video mostrano auto in movimento su un’autostrada mentre i lampi delle esplosioni illuminano le colline circostanti.
Secondo quanto riferito dall’Associated Press, le immagini sono state verificate. In uno dei filmati si vede fumo levarsi dall’hangar di una base militare nella capitale. Un’altra installazione militare risulta priva di elettricità.
Lo stato di emergenza e l’appello del governo venezuelano
La risposta di Caracas è stata immediata. In un comunicato ufficiale, il governo ha invitato la popolazione alla mobilitazione. “Popolo in strada. Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare piani di mobilitazione e a respingere questo attacco imperialista”. La nota afferma inoltre che Maduro ha ordinato l’attivazione di tutti i piani di difesa nazionale e dichiarato “lo stato di perturbazione esterna”. Questo stato di emergenza consente al governo di sospendere alcuni diritti civili e rafforzare il ruolo delle forze armate.
Spazio aereo chiuso e allerta per i cittadini Usa
Prima ancora delle esplosioni, la Federal Aviation Administration, Federal Aviation Administration, aveva vietato i voli commerciali statunitensi nello spazio aereo venezuelano. La decisione è stata motivata dalla presenza di “attività militari in corso”. Il divieto è stato esteso anche allo spazio aereo di Curaçao, isola situata a nord del Venezuela. Sul sito dell’ambasciata statunitense, chiusa dal 2019, è stato pubblicato un avviso per i cittadini americani presenti nel Paese. “I cittadini statunitensi in Venezuela dovrebbero rimanere al riparo”, si legge nel messaggio.
Un’escalation dopo mesi di pressione su Maduro
L’attacco arriva dopo mesi di crescente pressione da parte dell’amministrazione Trump. Maduro è incriminato negli Stati Uniti per narco-terrorismo. Secondo quanto riportato, la CIA, Central Intelligence Agency, sarebbe stata dietro un attacco con droni avvenuto la settimana precedente in un’area portuale utilizzata, secondo Washington, da cartelli della droga venezuelani. Sarebbe la prima operazione diretta sul territorio venezuelano dall’inizio degli attacchi statunitensi nel settembre scorso. Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga nei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale. Secondo i dati ufficiali, al momento sono stati effettuati 35 attacchi contro barche, con almeno 115 morti.
Reazioni politiche negli Stati Uniti e dubbi costituzionali
Negli Stati Uniti, non sono mancate le reazioni critiche. Il senatore repubblicano dello Utah Mike Lee ha espresso perplessità sulla legittimità dell’operazione. “Attendo di capire quale giustificazione costituzionale possa esistere in assenza di una dichiarazione di guerra o di un’autorizzazione all’uso della forza militare”, ha scritto su X.
Secondo fonti citate dall’Associated Press, il Congresso non sarebbe stato formalmente informato dell’operazione. Le commissioni competenti per le questioni militari non avrebbero ricevuto notifiche ufficiali.
Il contesto geopolitico e la questione del narcotraffico
Trump ha giustificato le operazioni militari come un’escalation necessaria per fermare il flusso di droga verso gli Stati Uniti. Il presidente ha sostenuto che Washington è impegnata in un “conflitto armato” con i cartelli della droga.
Venerdì, poche ore prima dell’attacco, il Venezuela aveva dichiarato di essere disposto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il narcotraffico. In un’intervista preregistrata trasmessa giovedì, Maduro aveva affermato che Washington mira a un cambio di governo e all’accesso alle riserve petrolifere venezuelane attraverso una campagna di pressione.
Cosa sappiamo e cosa resta incerto
Al momento, diversi elementi restano poco chiari:
- chi stia effettivamente guidando il Venezuela dopo l’operazione;
- dove si trovi Maduro e sotto quale autorità;
- se l’attacco militare sia concluso o se siano previste ulteriori azioni.
Trump ha dichiarato che l’operazione è stata condotta “con successo”, ma non ha fornito ulteriori dettagli immediati.
Lo sapevi che…
Il Venezuela possiede le più grandi riserve di petrolio accertate al mondo. Secondo dati ufficiali, il Paese supera Arabia Saudita e Canada per quantità di greggio disponibile.
FAQ – Domande che molti lettori si stanno facendo
- Maduro è davvero stato catturato? Secondo quanto dichiarato da Trump, sì. Al momento non ci sono conferme indipendenti.
- Ci sono vittime civili? Non è stato chiarito se ci siano stati morti o feriti.
- Lo spazio aereo è chiuso? Sì, per i voli statunitensi e privati, per motivi di sicurezza.
- Il Congresso Usa ha approvato l’operazione? Secondo fonti citate dai media, no.
- Potrebbero esserci nuovi attacchi? Non è stato escluso.






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