Le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno non hanno avuto il sapore della festa per centinaia di operatori Asacom (Assistenti all’autonomia e alla comunicazione)che lavorano per conto del Comune di Palermo. Nonostante l’importanza del servizio svolto quotidianamente accanto agli alunni con disabilità, moltissimi professionisti si sono ritrovati a trascorrere le vacanze senza aver ricevuto le spettanze dovute. La denuncia, sollevata con forza sui social da parte degli operatori, punta il dito contro i ritardi burocratici del Comune e la gestione amministrativa che avrebbe dovuto rendere più semplici e veloci i pagamenti.
Moltissimi lavoratori da anni impiegati nel settore, dopo l’imposizione dell’amministrazione comunale dell’obbligo di apertura di partita Iva, non hanno accettati l’incarico. Questa scelta, oltre a danneggiare molti operatori specializzati, ha causato una carenza di posti per cui molti alunni con disabilità si trovano ancora senza l’assistenza di cui per legge hanno diritto. La scelta di imposizione della partita iva, definita “paradossale” dai rappresentanti di Nidil, Fp e Flc Cgil, ha creato un vero e proprio cortocircuito nei pagamenti. mentre fino allo scorso anno erano le segreterie delle scuole ad emettere i pagamenti e accadeva che alcune scuole pagassero molto prima di altre, adesso è direttamente
L’amministrazione comunale a dover liquidare le fatture. questo avrebbe dovuto rendere regolari e più veloci per tutti i pagamenti ma nei fatti non è stato così. In tantissimi hanno dovuto emettere più volte le fatture perché rifiutate, non sempre motivandone il rifiuto o non ricevendo feedback nè al telefono nè via mail. Quanti hanno ricevuto il pagamento hanno riscontrato la decurtazione di 2 euro dall’importo previsto ed è stato chiarito successivamente che si tratta del corrispettivo per il bonifico bancario. Per chi invece ancora attende il primo pagamento il “regalo” sotto l’albero è stato un conto corrente rimasto invariato. Per essere pagati bisogna attendere la determina e il passaggio alla ragioneria che dovrà emettere i mandati di pagamento.
La situazione non colpisce solo la stabilità economica degli operatori, ma rappresenta serio rischio la continuità educativa degli studenti fragili. A causa dell’incertezza salariale e delle nuove condizioni contrattuali ritenute svantaggiose, molti specialisti potrebbero rinunciare all’incarico, lasciando ancora più bambini senza il supporto di cui necessitano. Il Comune cerca di correre ai ripari attraverso lo scorrimento delle graduatorie e nuove finestre di inserimento, alimentando la rabbia dei genitori che si vedono privati di un diritto fondamentale.
Il malcontento è sfociato in diverse forme di protesta, dai sit-in davanti all’assessorato all’istruzione fino alle denunce pubbliche sui social network. I lavoratori chiedono non solo la puntualità nei pagamenti, ma una stabilizzazione che superi la logica del lavoro autonomo imposto, rivendicando tutele base come malattia e ferie, attualmente inesistenti nel modello adottato a Palermo. Con l’arrivo di gennaio, la speranza degli operatori è che le promesse dell’amministrazione si traducano finalmente in fatti concreti, ponendo fine a un’emergenza sociale che dura da troppo tempo.






Commenta con Facebook