L’aeroporto militare di Trapani-Birgi diventa ufficialmente la terza base operativa italiana per gli F-35. Il ministero della Difesa ha autorizzato un investimento di 112,6 milioni di euro per la realizzazione del Lightning training center, destinato all’addestramento dei piloti di caccia di quinta generazione.
Il progetto fa parte del programma Joint Strike Fighter e prevede la costituzione a Trapani di due gruppi volo: uno operativo nazionale e uno internazionale addestrativo, oltre al centro comune. Il polo sarà aperto anche ai Paesi Nato ed europei coinvolti nel programma, rendendo Trapani il primo Pilot training center F-35 fuori dagli Stati Uniti. La prima fase, prioritaria, comprende la costruzione della palazzina per il ground training, una Special access program facility, due Full mission simulator e spazi per futuri Pilot training device. Il completamento dell’edificio Lightning Training Center è previsto entro l’uno luglio 2029, con la prima capacità operativa entro dicembre 2028.
Il progetto sarà realizzato da un raggruppamento temporaneo d’impresa tra Leonardo S.p.A. e Lockheed Martin che fornirà simulatori e apparecchiature tecnologiche, mentre Leonardo gestirà i dati ingegneristici classificati, secondo le normative Usa e gli accordi di sicurezza del programma F-35. L’investimento rientra nella strategia italiana per consolidare il ruolo nazionale e internazionale nel programma F-35, con ricadute industriali e occupazionali, nonostante le polemiche legate alla crescente militarizzazione del territorio. I lavori inizieranno quest’anno e si svilupperanno su un arco quinquennale, con una progressiva crescita della spesa fino a oltre 47 milioni di euro nel 2029.
Gli Usa sequestrano due petroliere: la russa Marinera nell’Atlantico e la Sophia nei Caraibi
Gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro di due petroliere legate al Venezuela. «In un’operazione all’alba di questa mattina, il dipartimento della Difesa, in coordinamento con il dipartimento per la Sicurezza interna, ha fermato una petroliera senza bandiera e soggetta a sanzioni, appartenente alla cosiddetta flotta oscura», si legge nel post. «La nave intercettata, la M/T Sophia, operava in acque internazionali e svolgeva attività illecite nel Mar dei Caraibi. La guardia costiera americana la sta scortando negli Stati Uniti», aggiunge il comando meridionale.
L’altra petroliera legata al Venezuela, originariamente nota come Bella-1 e ribattezzata Marinera, è stata abbordata opo un inseguimento durato oltre due settimane attraverso l’Atlantico. Lo scrive Reuters sul suo sito citando due funzionari statunitensi.
Il sequestro, che potrebbe alimentare le tensioni con Mosca, giunge dopo che la petroliera è riuscita a superare un «blocco» marittimo Usa di petroliere e ha respinto i tentativi della Guardia Costiera Usa di abbordarla. Navi militari russe, secondo le stesse fonti, si trovavano nelle vicinanze al momento dell’operazione, incluso un sottomarino russo.
Misure di cybersecurity per navi e porti: la circolare del MIT sul Maritime Cyber Risk
Adozione di un approccio strutturato di gestione del rischio informatico, la piena integrazione delle misure cyber nei Safety Management System (SMS) e nei Piani di security delle navi nazionali e l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate e proporzionate. Sono questi i temi salienti della circolare, intitolata “Sicurezza della Navigazione”, dedicata al “Maritime Cyber Risk” pubblicata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e l’Autorità NIS – Settore Trasporti.
Il documento – si legge in una nota della Guardia Costiera – introduce un quadro avanzato, moderno e vincolante di misure di cybersicurezza destinate a rafforzare la resilienza del comparto marittimo-portuale, alla luce della crescente digitalizzazione dei sistemi di bordo, delle infrastrutture portuali e delle procedure operative. La nuova disciplina, coerente con gli indirizzi dell’IMO e con le più recenti linee guida internazionali in materia, integra gli standard contenuti nei principali riferimenti tecnici del settore e si armonizza con il quadro europeo definito dalla Direttiva (UE) 2022/2555 – NIS2 e dal relativo D.lgs. 138/2024, che ricomprendono porti, amministrazioni marittime e operatori critici tra i soggetti essenziali della cybersicurezza nazionale. L’adozione diffusa di sistemi di bordo come ECDIS, AIS, GMDSS, sistemi OT connessi, interfacce nave-porto e canali di accesso remoto ha aumentato l’efficienza del settore, ma ha contestualmente ampliato la superficie d’attacco esposta a minacce informatiche sempre più sofisticate. I Computer Based System (CBS), che comprendono sia sistemi IT sia OT, costituiscono infatti un asse portante delle operazioni marittime e portuali e, proprio per questo, rappresentano un bersaglio potenziale di attacchi in grado di compromettere la sicurezza della navigazione, la continuità operativa e la protezione dell’ambiente marino.






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