Non accenna a rientrare l’emergenza influenza k negli ospedali siciliani. Al contrario cresce la pressione sui Pronto Soccorso dell’isola. Non solo Palermo, anche le aree di emergenza di Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, Trapani e Agrigento sono prese d’assalto da pazienti colpiti da crisi respiratorie legate alla nuova variante k dell’influenza stagionale.

I numeri della crisi e le lunghe code al pronto soccorso

Dopo la crisi del Pronto soccorso del Civico di Palermo, nel pomeriggio e in serata di ieri in tilt anche altre strutture. Il pronto Soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania denuncia, nella giornata del 5 gennaio, un aumento del 25% degli accessi soprattutto da parte di over 60. Polmonite e febbre alta colpiscono, però, anche i bambini tanto che il pronto Soccorso pediatrico del medesimo nosocomio ha subito un raddoppio delle richieste d’intervento. Il ricovero si rende necessario per i piccoli che non rispondo agli antipiretici dunque la febbre non scende e i posti letto scarseggiano

Il Pronto Soccorso di Villa Sofia, invece, è sotto osservazione già da qualche giorno dopo che il presidente della Regione ha convocato il manager Alessandro Mazzara. Situazione difficile anche al Garibaldi di Catania con un aumento del 30% di pazienti con problemi respiratori così come succede al Papardo di Messina.

Sotto pressione anche gli ospedali di Partinico, Corleone, Petralia e Termini Imerese nel Palermitano, il ;Piemonte di Messina. il san Marco Rodolico di Catania, i sei ospedali dell’Asp di Trapani, le strutture ragusane e siracusane, il Policlinico Martino.

Insediata la task force del policlinico di Palermo

Intanto si è insediata presso la Direzione Generale del Policlinico la Task Force aziendale istituita per fronteggiare il sovraffollamento del Pronto Soccorso conseguente all’attuale epidemia influenzale. All’esito dell’incontro, la Direttrice generale dell’AOUP, Maria Grazia Furnari, coordinatrice della task force, ha definito un insieme di azioni immediate e coordinate finalizzate a garantire la continuità assistenziale, la sicurezza dei pazienti e l’appropriatezza dei percorsi di cura.

In primo luogo, viene confermata la sospensione dei ricoveri programmati, ad eccezione dei ricoveri oncologici e di quelli classificati in classe A, per i quali è prevista una specifica revisione da parte della Direzione Sanitaria.

Decisa l’ istituzione di un’unità medica dedicata alla gestione delle complicanze respiratorie correlate all’influenza, che opererà sotto il coordinamento del Direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia, con il coinvolgimento di specialisti provenienti da diverse Unità Operative dell’Area Medica e potrà contare sulla conversione di ulteriori 10 posti letto.

Riprende la campagna vaccinale interna

Decisa la ripresa delle campagne vaccinali interne, attraverso équipe dedicate alla somministrazione dei vaccini direttamente al letto dei pazienti ricoverati e rivolte, inoltre, a tutti gli operatori sanitari non ancora vaccinati. Vengono rimodulati gli ambulatori di area medica per garantire temporaneamente una maggiore presenza dei dirigenti medici nei turni di reparto. Infine accordi con l’ASP per facilitare le dimissioni protette e il trasferimento dei pazienti verso i presidi ospedalieri territoriali.

La Direzione Generale continuerà a monitorare costantemente l’andamento degli accessi e l’efficacia delle misure adottate, riservandosi di attivare ulteriori interventi qualora la situazione epidemiologica lo rendesse necessario.