È un’inchiesta articolata e condotta con il massimo riserbo quella avviata dalla Procura della Repubblica di Siracusa sull’atto intimidatorio ai danni del sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, esponente del Partito democratico. I magistrati hanno aperto un fascicolo per fare piena luce sull’episodio, ritenuto di particolare gravità per il contesto e per il ruolo istituzionale della vittima.

L’inchiesta: tutte le piste aperte

Gli inquirenti stanno vagliando ogni possibile pista, senza escluderne alcuna, compresa quella mafiosa. L’attenzione degli investigatori si concentra anche sugli atti amministrativi compiuti dal sindaco negli ultimi mesi: provvedimenti, scelte politiche e decisioni che potrebbero aver inciso su interessi economici o consolidati equilibri locali. Un passaggio ritenuto cruciale per comprendere se l’intimidazione sia riconducibile all’attività amministrativa di Stefio.

La lettera intimidatoria

Elemento centrale dell’indagine è la lettera minatoria recapitata al primo cittadino. Il messaggio è stato scritto in stampatello su un foglio di quaderno a righe, un dettaglio che potrebbe rivelarsi significativo. Il documento sarà sottoposto a perizia calligrafica, finalizzata a tracciare un primo profilo del latore e a verificare eventuali compatibilità con altri scritti noti. Gli investigatori puntano anche ad accertare le modalità di consegna e l’eventuale presenza di immagini di videosorveglianza utili a risalire all’autore. Nella busta c’era anche un bossolo di un proiettile che è stato sequestrato.

L’intervento di Schifani

Sull’episodio è intervenuto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha espresso pubblicamente la propria solidarietà al sindaco Stefio e ai suoi familiari. «Si tratta di un atto ignobile – ha dichiarato Schifani – di gesti intollerabili che offendono i valori democratici e colpiscono non solo un amministratore, ma l’intera Sicilia. A chi prova a seminare paura bisogna rispondere tutti insieme con fermezza: chi opera nel rispetto delle regole non sarà mai lasciato solo e il percorso di legalità non verrà fermato».

Le parole del governatore si inseriscono in un coro di prese di posizione che sottolineano la necessità di una risposta unitaria dello Stato e delle istituzioni contro ogni forma di intimidazione.

“Ancora una volta un sindaco siciliano diventa bersaglio di odiose minacce che rischiano concretamente di minare la serenità sua e della sua famiglia. Si tratta di un fenomeno intollerabile e purtroppo sempre più frequente, che colpisce in particolare gli amministratori locali, ai quali va tutta la nostra solidarietà e che merita una maggiore attenzione da parte di ogni componente della nostra comunità. Al primo cittadino di Carlentini, Giuseppe Stefio, oggetto di quest’ultimo episodio che condanniamo senza appello, desidero esprimere la mia più sincera vicinanza, rinnovando l’invito a proseguire con determinazione nel proprio impegno istituzionale” afferma anche il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.

Un segnale inquietante

L’episodio di Carlentini riaccende i riflettori sulla pressione esercitata nei confronti degli amministratori locali, spesso esposti in prima linea in territori complessi. L’indagine della Procura di Siracusa prosegue per individuare i responsabili e chiarire il movente, mentre attorno al sindaco Stefio si stringe la solidarietà del mondo politico e istituzionale, nel segno della difesa della legalità e delle regole democratiche.