Secondo fonti ucraine e indiscrezioni rilanciate da media internazionali, il leader ceceno sarebbe gravemente malato. Nessuna conferma ufficiale, ma la successione torna al centro del dibattito.
Le voci si rincorrono con insistenza e stanno alimentando un clima di forte incertezza politica nel Caucaso del Nord. Al centro delle indiscrezioni c’è Ramzan Kadyrov, alleato storico di Vladimir Putin e uomo forte della Cecenia. Secondo fonti non ufficiali, il leader ceceno sarebbe in gravi condizioni di salute e starebbe ricevendo cure d’emergenza.
Kadyrov, 49 anni, guida la Repubblica autonoma della Cecenia dal 2007 ed è considerato uno dei personaggi più temuti e controversi della galassia politica russa.
Le indiscrezioni sulla malattia e le cure riservate
A rilanciare per prima le informazioni è stata l’agenzia Interfax-Ukraine, secondo cui Kadyrov soffrirebbe di una grave insufficienza renale. Le stesse fonti parlano di un ricorso alla dialisi presso una clinica privata in Cecenia, con i medici che eviterebbero di sbilanciarsi sulla prognosi.
Attorno al leader ceceno, sempre secondo queste ricostruzioni, si starebbe stringendo il suo potente clan familiare. Alcuni parenti sarebbero rientrati dall’estero, un dettaglio che ha contribuito ad alimentare i sospetti sulla serietà della situazione.
A rendere il quadro ancora più inquietante sono state le affermazioni di fonti vicine al GUR, l’intelligence militare ucraina. Secondo queste fonti, dietro le quinte ci sarebbe “una crescente preoccupazione” e sarebbe circolata anche un’indiscrezione non confermata secondo cui Kadyrov sarebbe entrato in coma. Nessuna prova, nessuna conferma, ma abbastanza elementi da far scattare l’allarme.
L’assenza dalle scene pubbliche e i segnali recenti
A rafforzare le speculazioni contribuisce un dato oggettivo: Kadyrov non appare in pubblico da oltre una settimana. L’ultima apparizione risale a diversi giorni fa, quando si era mostrato camminando con un bastone, un dettaglio che non è passato inosservato.
Negli ultimi anni, il leader ceceno ha spesso cercato di minimizzare le voci sulla propria salute, pubblicando video e messaggi sui social per smentire le indiscrezioni. Questa volta, però, il silenzio è totale. Né da Grozny né da Mosca sono arrivate comunicazioni ufficiali.
La questione della successione: un tema che riemerge
Secondo il GUR, “il processo di scelta” del possibile successore di Kadyrov si sarebbe “intensificato”. Una decisione che, come sottolineano tutte le fonti, spetterebbe in ultima istanza a Vladimir Putin. Anche su questo fronte, però, non esistono conferme ufficiali. Il tema non è nuovo. Kadyrov governa la Cecenia come un feudo personale e ha progressivamente riempito le istituzioni locali di familiari e fedelissimi. Negli ultimi mesi, alcune mosse sono state lette come segnali preparatori.
La più evidente è stata la nomina del figlio maggiore, Akhmat, appena ventenne, a vice primo ministro. Una scelta interpretata da molti osservatori come un tentativo di legittimare una successione dinastica.
I figli, il clan e i dubbi del Cremlino
Nonostante la nomina di Akhmat, diverse fonti sostengono che il vero “figlio preferito” di Kadyrov sarebbe Adam, 18 anni, attualmente a capo della sua sicurezza personale. È su di lui che il leader ceceno riporrebbe maggiore fiducia. Resta però un interrogativo centrale: Putin accetterebbe una successione ereditaria di questo tipo? La risposta non è affatto scontata. La Cecenia è una regione strategica e instabile e il Cremlino ha sempre mantenuto un controllo diretto sugli equilibri di potere locali.
Kadyrov, multimilionario, ha costruito negli anni una rete di potere basata sul clan. Dei suoi 15 figli, avuti da tre mogli in un sistema di fatto poligamico, molti ricoprono incarichi ufficiali o informali all’interno dell’amministrazione.

Ramzan Kadyrov e Vladimir Putin
Gli altri nomi in campo per il dopo-Kadyrov
Oltre ai figli, ci sarebbero almeno altri due possibili candidati alla guida della Cecenia. Il primo è Apti Alaudinov, 52 anni, generale maggiore e comandante militare, considerato vicino e affidabile per il Cremlino.
Il secondo nome è quello di Magomed Daudov, 45 anni, presidente del Parlamento ceceno e figura di lunga data dell’apparato di potere locale. Entrambi rappresenterebbero soluzioni più “istituzionali”, meno legate a una successione familiare.
Le parole sul futuro e il tema della morte
Il mese scorso, Kadyrov aveva lasciato trapelare riflessioni che oggi suonano come un presagio. Visibilmente provato, aveva dichiarato: “Se ascoltate le voci, non vivrò fino alla vecchiaia. Bene, io non voglio vivere fino alla vecchiaia. Voglio morire mentre tutti mi amano e mi rispettano. E che mi ricordino così dopo la mia morte”.
Un potere costruito sulla repressione
Kadyrov ha sempre rivendicato di aver portato la pace in una regione devastata da due guerre sanguinose. I suoi critici, però, parlano di una stabilità ottenuta al prezzo di una repressione durissima, con violazioni sistematiche dei diritti umani.
Per questo è considerato uno dei politici più sanzionati al mondo e viene spesso definito un “violatore dei diritti umani” da organizzazioni internazionali e governi occidentali.
Da anni circolano voci su una sua presunta malattia terminale, con riferimenti a necrosi pancreatica e problemi renali. Nel tempo, il leader ceceno è apparso più volte in difficoltà nel camminare e nel parlare, mostrando anche forti oscillazioni di peso.
I timori per il futuro e le mosse dietro le quinte
Secondo l’oppositore russo Mikhail Khodorkovsky, Kadyrov starebbe “negoziando con sceicchi arabi per l’evacuazione sicura della sua famiglia e la protezione dei suoi beni” nel caso in cui Putin rifiutasse di permettere a uno dei suoi figli di ereditare il potere in Cecenia.
A questo si aggiunge un altro elemento: la diffidenza di Kadyrov verso i medici di Mosca. In passato aveva sostenuto di essere stato “avvelenato” e avrebbe preferito farsi curare lontano dai centri sanitari russi più controllati.
Lo sapevi che…?
La Cecenia è una delle regioni russe con il più alto livello di autonomia di fatto, ma il suo equilibrio politico dipende in larga parte dal rapporto diretto tra Kadyrov e Putin.
Fonte: The Sun.






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